SOL EXPO CRESCE E SI RAFFORZA:
L’OLIO MADE IN ITALY FA SISTEMA A VERONAFIERE
Verona, 3 marzo 2026. Chiude oggi a Veronafiere SOL Expo, la rassegna dedicata alla filiera dell’olio e dell’olivo che, da domenica (1° marzo), ha raccolto a Veronafiere più di 4000 visitatori tra operatori professionali, aziende, ristoratori, consumatori e appassionati, con una partecipazione raddoppiata rispetto all’edizione del debutto da solista nel 2025. Oltre 300 operatori esteri da 38 Paesi, inclusi gli 80 top buyer da 25 nazioni (Stati Uniti, Giappone, Cina, Germania, Danimarca, Francia, Belgio, Ungheria, Qatar, Israele, Bosnia Erzegovina, Azerbaigian, Finlandia, Svizzera, Canada, Paesi Bassi, Kazakistan, Marocco, Arabia Saudita, Singapore, Corea del Sud, Croazia, Austria, Serbia ed Estonia), reclutati grazie al piano di incoming congiunto con ITA-Italian Trade Agency. Con 15 regioni produttrici presenti in quartiere e 230 aziende da Italia, Slovenia, Spagna e Ungheria, SOL Expo ha registrato la partecipazione delle principali associazioni del comparto e ha ospitato un programma di più di novanta appuntamenti tra attualità, formazione e gusto, in un viaggio che ha attraversato l’Italia dell’olio d’oliva da Nord alle isole.
“Questa seconda edizione porta a casa la scommessa lanciata lo scorso anno su una manifestazione interamente dedicata ad un prodotto del made in Italy con ampi margini di valorizzazione e un potenziale di crescita importante – ha dichiarato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –. Le nostre fiere come SOL Expo sono un momento di incontro per il business delle imprese, rappresentano un luogo di dibattito e un’occasione di confronto aperto tra filiera, istituzioni, associazioni e consumatori: un facilitatore per il Sistema Italia in grado di dare stimoli concreti per lo sviluppo del settore”.
Sono intervenuti alla rassegna, oltre al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, il presidente di ITA-Italian Trade Agency, Matteo Zoppas, il sottosegretario del Masaf Patrizio La Pietra, gli europarlamentari Stefano Cavedagna e Dario Nardella, il direttore aggiunto del Coi Abderraouf Laajimi, il direttore della North American Olive Oil Association, Joe Profaci e Javier Olmedo, direttore della Fundation de Olivar.
COMUNICATO STAMPA
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VIDEO E INTERVISTE SOL EXPO 2026
#TAKE2
A SOL EXPO LA SFIDA DELL’OLIO SOSTENIBILE: PIÙ FORMAZIONE E REGOLE CHIARE PER CONQUISTARE I CONSUMATORI
NECESSARIO UN DISCIPLINARE PRODUTTIVO NAZIONALE PER CERTIFICARE E VALORIZZARE LA SOSTENIBILITÀ DEL PRODOTTO
Verona, 3 marzo 2026. La sostenibilità può essere un asset strategico per il mercato dell’olio made in Italy, ma bisogna trovare la giusta chiave formativa e informativa per colmare la distanza tra un consumatore con una naturale propensione all’acquisto sostenibile, e un prodotto intrinsecamente green. È quanto è emerso dal convegno “Quanta voglia di sostenibilità: dalla realtà scientifica alla narrazione per l’olio extravergine di oliva”, che si è svolto oggi durante la giornata conclusiva di SOL Expo a Veronafiere.
Per Ettore Capri, Università Cattolica di Piacenza: “Il consumatore si trova in una situazione di scarsa conoscenza, ci vuole un percorso formativo che lo aiuti a comprendere le differenze. Una coltivazione sostenibile dà massima espressione al cultivar anche sotto il profilo organolettico. Da un punto di vista chimico i prodotti sostenibili hanno proprietà migliori, ma questa qualità va testimoniata e ci vogliono linee guida anche rispetto al processo di coltivazione”. Dello stesso parere anche Mariella Cerullo, direttrice relazioni istituzionali di Oleificio Zucchi, la prima azienda italiano ad ideare e applicare un disciplinare di produzione sostenibile: “Il consumatore non è un’entità astratta, si fida di quello che conosce e di quello che è univoco, chiaro e trasparente. Inoltre, restituisce sempre la narrazione: se quello che viene pubblicizzato è una promozione costante, sarà il prezzo l’unico driver di scelta. Per questo dobbiamo partire dalla chiarezza delle regole e dalla formazione. I consumatori italiani sono già fortemente interessati al tema, e la certificazione è l’elemento di garanzia alla base della loro fiducia. E a fare da garante dovrebbe essere lo Stato. Per questo abbiamo sviluppato e consegnato alle istituzioni delle linee guida per un disciplinare pubblico”.
“Secondo la consumer survey realizzata da Nomisma per SOL Expo, il 74% degli italiani chiede maggiori informazioni su sostenibilità dell’olio e della filiera – ha sottolineato Barbara Ferro, amministratrice delegata di Veronafiere –. Otto consumatori su 10 si dichiarano più incentivati all’acquisto dopo una comunicazione incentrata sulla sostenibilità del prodotto. Questo conferma quanto la sostenibilità significhi adottare stili di vita, comportamenti di consumo e prassi che consentano di preservare il nostro patrimonio per le generazioni future. Parliamo quindi resilienza e durata, e l’ulivo è il simbolo di questa durabilità. Gli ulivi hanno visto la trasformazione climatica e l’hanno attraversata”.
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