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Marco
Sez. Supporto Didattico
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Formazione: Laurea in Scienze agrarie
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Florovivaismo italiano: superati i 3,5 miliardi € nel 2025,
+8,1% il valore alla produzione.
Myplant & Garden, il Salone internazionale del Verde (Fiera Milano-Rho, 17-19 febbraio 2027)
come consuetudine diffonde e commenta gli ultimi dati delle produzioni florovivaistiche italiane:
“Produzioni italiane oltre 3,5 miliardi di euro confermano trend positivo e record storico.
La Toscana sfonda il miliardo, Liguria sempre più ‘regina dei fiori’.
Crescita diffusa in tutte le Regioni nonostante l’aumento dei costi pesi sulla dinamica complessiva”.
Milano (IT), 8 settembre 2026 - In vista della prossima edizione di febbraio 2027, Myplant & Garden, il più importante salone internazionale per i professionisti del florovivaismo, del garden e del paesaggio in Italia, conferma il trend positivo del valore delle produzioni florovivaistiche italiane.
Myplant & Garden: il florovivaismo italiano raggiunge un nuovo record
Nell'arco di dieci anni (dal debutto della manifestazione nel 2015 a oggi), il settore è passato da 2,5 a 3,52 miliardi di euro, consolidando una crescita complessiva superiore al 30%, registrando un incremento medio annuo del 3,3% per la floricoltura e del 3,1% per il vivaismo.
È questa la fotografia più aggiornata del florovivaismo italiano, elaborata e diffusa da Myplant sui dati ISTAT.
“La crescita dell’8,1% sull’anno – affermano gli organizzatori della manifestazione - porta il comparto a un nuovo massimo storico, con un incremento diffuso in tutte le regioni italiane, in cui floricoltura e vivaismo crescono in misura analoga. Nel dettaglio, la Toscana ha superato il miliardo, mentre la Liguria ha consolidato il proprio primato nella floricoltura. Il Centro resta l’area leader, il Nord segue a ruota, con il Nord-Est che ha registrato la maggiore accelerazione percentuale. Il Sud ‘vale’ il 23% delle produzioni nazionali”.
Floricoltura e vivaismo: crescita parallela
Nel 2025 il comparto floricolo, comprendente fiori e piante in vaso, rappresenta il 45,7% del valore complessivo e raggiunge 1,64 miliardi di euro, con una crescita dell’8,2% sull’anno precedente.
Le regioni in cui si concentra principalmente questa attività sono, nell’ordine, Liguria, Sicilia, Campania, Lombardia, Puglia, Emilia-Romagna, Veneto. Gli aumenti più significativi riguardano Veneto (+10,1%), Lombardia (+9,8%), Emilia–Romagna (+9,7%), Sicilia (+8,8%), Liguria (+8,4%).
Il vivaismo pesa per il 54,3% e arriva a 1,88 miliardi di euro, segnando un incremento dell’8,1%.
Le principali regioni in cui si concentra la produzione vivaistica sono, nell’ordine, Toscana, Lombardia, Sicilia, Friuli–Venezia Giulia, Puglia, Emilia–Romagna, Piemonte, Veneto. Gli incrementi più sensibili riguardano Friuli–Venezia Giulia (+10%) – che dopo anni di ‘inseguimento’ ha superato il Piemonte al decimo posto della graduatoria nazionale -, Veneto (+9%), Toscana (+8,2%).
Toscana oltre il miliardo, Liguria leader nella floricoltura
La Toscana consolida il primo posto nella classifica regionale e, solo con le colture vivaistiche, supera il miliardo di euro (+8,2%), vantando una produzione pari a oltre la metà di quella vivaistica nazionale.
La Liguria conferma la posizione nettamente dominante nella floricoltura italiana: le produzioni liguri di fiori e piante in vaso hanno sfiorato i 500 milioni di euro (+8,4%), pari al 30% di quelle nazionali.
Seguono nella graduatoria complessiva (vivaismo + floricoltura) Sicilia, Lombardia, Lazio, Campania, Puglia, Emilia-Romagna e Veneto. Tra le regioni con le migliori dinamiche nel 2025 spiccano Veneto (+9,7%), Liguria, Sicilia (+8,3%), Lombardia (+8,3%) ed Emilia-Romagna (+8,0%).
Il Centro mantiene la leadership, il Nord-Est accelera
Il Centro Italia continua a rappresentare la principale area produttiva sfiorando il 39% del valore nazionale (+8,2% sull’anno).
Il Nord vale complessivamente poco meno del 38% del totale nazionale, e cresce dell’8,7%. Al suo interno, il Nord-Est segna un incremento del 9%, superiore a quello del Nord-Ovest, che registra comunque un solido +8,4%.
Il Sud – che esprime circa il 23% del valore nazionale, ha segnato una crescita del 7,4%. Sicilia, Campania e Puglia rappresentano i principali poli produttivi dell’area, mentre tra le dinamiche più significative si segnalano Basilicata (+9%), Sardegna (+9,9%) e, sul versante vivaistico, Sardegna e Molise.
Il verde tra mercato e salute pubblica. Il dialogo con le Istituzioni
Il florovivaismo non è soltanto una fondamentale componente specialistica dell’agricoltura italiana, ma rappresenta un valore sempre più strategico per le politiche ambientali e di salute pubblica.
La produzione di fiori, piante ornamentali e, soprattutto, di piante destinate al verde urbano alimenta una filiera che dalla produzione agricola arriva alla progettazione, realizzazione e manutenzione di parchi, giardini, alberature e infrastrutture verdi.
Il florovivaismo rappresenta un anello essenziale della transizione verso città più verdi, resilienti e salubri.
Il suo ruolo è destinato a crescere grazie alla attenzione delle politiche pubbliche al verde urbano come strumento di prevenzione, benessere e promozione della salute, contribuendo alla qualità della vita e degli spazi urbani.
“La crescita del valore della produzione conferma la solidità del florovivaismo italiano, ma i dati ci invitano anche a guardare oltre il semplice record”, commenta Valeria Randazzo, Exhibition Manager di Myplant & Garden. “Il valore cresce, ma l’aumento dei prezzi pesa sulla dinamica complessiva, e questo rende ancora più interessante osservare come le aree produttive stiano evolvendo e le imprese stiano reagendo sul piano della competitività, dell’innovazione e dell’apertura ai mercati internazionali.
Il settore mantiene una forte capacità produttiva e una presenza territoriale articolata: Myplant & Garden è il luogo in cui questa evoluzione viene raccontata, discussa e soprattutto messa in relazione con il mercato domestico e mondiale, ed è il luogo prescelto dagli attori del mercato come momento di dialogo per pianificare al meglio lo sviluppo di infrastrutture verdi capaci di generare benessere, resilienza urbana e salute pubblica”.
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