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I bovini di razza Romagnola al centro dell’economia montana 
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San Piero In Bagno (FC) – Mercoledì 4 dicembre 2019

Convegno I bovini di razza Romagnola al centro dell’economia montana

Bologna, 29 novembre 2019 – “I bovini di razza Romagnola al centro dell’economia montana”. È questo il titolo del convegno che Araer (Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna) ha organizzato in collaborazione con Anabic (Associazione nazionale allevatori bovini italiani da carne) e che si terrà mercoledì 4 dicembre a San Piero in Bagno (FC) presso la sala di Palazzo Pesarini in via Verdi 4 a partire dalle ore 10.30 (vai al programma).

Ancora una volta le due associazioni vogliono mettere al centro del dibattito una delle eccellenze agroalimentari del territorio che meriterebbe una maggiore valorizzazione sia da un punto di vista commerciale che di immagine.

“Iniziative come il convegno del 4 dicembre prossimo vanno proprio in questa direzione – dichiara il presidente di Araer, Maurizio Garlappi – esattamente come i precedenti due incontri che abbiamo organizzato nel corso dell’anno che si sta per concludere. In questa occasione porremo l’accento sugli aspetti sanitari e riproduttivi della razza Romagnola, fondamentali per scongiurare il pericolo di estinzione e migliorare ulteriormente le qualità organolettiche di una carne che non ha nulla da invidiare a razze più valorizzate e blasonate. La selezione genetica è oggi una condizione imprescindibile per garantire qualità produttiva e mantenimento della razza. Araer ne è pienamente convinta e lavora con sempre maggiore impegno a questo aspetto affinchè i primi beneficiari di un’innovazione tecnico-scientifica così importante siano proprio gli associati, sempre fautori di una produzione di eccellenza a cui purtroppo non fa riscontro il meritato riconoscimento commerciale”.

Dopo alcuni anni in cui le consistenze sia di capi bestiame che di allevamenti hanno conosciuto un preoccupante calo, la situazione attuale è sostanzialmente stabile e, come riferisce il presidente di Anabic, Luca Panichi, “attualmente contiamo circa 9000 riproduttori concentrati soprattutto in allevamenti situati nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Si tratta di un dato numerico che non ci salvaguarda dal rischio estinzione della razza, un pericolo che si potrebbe ritenere scongiurato se potessimo contare almeno 15mila capi. Allo stato si tratta di un obiettivo ambizioso da raggiungere, rispetto al quale però il nostro lavoro è incessante.

Purtroppo dobbiamo combattere con alcuni problemi importanti come la presenza dei lupi che nottetempo irrompono nelle stalle ma anche con questioni sanitarie, soprattutto nella fase dell’ingrasso, che devono essere risolte per garantire il miglior processo produttivo. Riguardo la presenza di animali selvatici confidiamo che la Regione Emilia Romagna adotti a breve seri provvedimenti per contrastare un fenomeno sempre più preoccupante, rispetto al secondo sappiamo di poter contare sull’assistenza tecnica messa a disposizione da Araer attraverso i suoi tecnici controllori. A questo dobbiamo aggiungere un’attività più meramente commerciale in grado di valorizzare di più e meglio la carne bovina di razza Romagnola. Al proposito sono allo studio alcuni progetti che attraverso il traino della promozione turistica speriamo possano assicurare il giusto valore a una produzione legata al territorio, di cui è presidio e immagine: un binomio che non deve essere disperso”.

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29/11/2019, 9:54
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San Piero In Bagno (FC) – Mercoledì 4 dicembre 2019

Convegno I bovini di razza Romagnola al centro dell’economia montana

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29/11/2019, 9:55
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Convegno
I BOVINI DI RAZZA ROMAGNOLA
AL CENTRO DELL'ECONOMIA MONTANA
San Piero in Bagno (FC)
Mercoledì 4 dicembre 2019 - Ore 10.30

Gli aspetti riproduttivi e sanitari saranno al centro del Convegno organizzato da Araer (Associazione regionale allevatori dell'Emilia Romagna) in collaborazione con Anabic (Associazione nazionale allevatori bovini italiani da carne).

L'appuntamento è fissato per mercoledì 4 dicembre 2019 presso la sala di Palazzo Pesarini, a San Piero in Bagno (FC), in Via Verdi 4. I lavori inizieranno alle ore 10.30.

La carne bovina di razza Romagnola è una delle eccellenze agroalimentari del territorio, ma non gode della valorizzazione che merita. È necessario salvaguardare la razza dal rischio di estinzione e adottare efficaci strategie di promozione e commercializzazione.

Il Convegno si occuperà anche di questi temi.
Programma:


Allegati:
ConvegnoS_Piero.pdf [399.33 KiB]
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02/12/2019, 9:44
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La salvaguardia della Romagnola esige un diverso approccio sanitario

San Pietro in Bagno (FC) ha ospitato un interessante convegno dedicato ai bovini di razza Romagnola. Numeroso il pubblico presente e soprattutto di estremo interesse gli interventi dei relatori. Istituzioni locali, associazioni di categoria e mondo scientifico uniti per centrare un unico obiettivo: tutela della razza e valorizzazione della carne prodotta

Bologna, 5 dicembre 2019 – L’obiettivo è fare tutto il possibile per impedire l’estinzione di una razza autoctona tra le più antiche e pregiate come la Romagnola, lavorando per valorizzare la sua carne, un prodotto di elevata qualità che non ha nulla da invidiare alla più blasonata Chianina.

Sono state queste le basi su cui si è snodato il convegno organizzato dall’Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna (Araer) in collaborazione con Anabic (Associazione nazionale allevatori bovini italiani da carne), svoltosi ieri, 4 dicembre, a San Piero in Bagno in provincia di Forlì-Cesena alla presenza del sindaco, Marco Baccini, del presidente Araer, Maurizio Garlappi, del presidente Anabic, Luca Panichi, del direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, Giovanni Filippini, del Responsabile del Libro genealogico Anabic, Andrea Quaglia e del Coordinatore Spa Forli-Cesena/Rimini, Fabrizio Benedetti.

“Il 26% dell’economia del territorio è rappresentato dall’allevamento zootecnico - ha dichiarato introducendo i lavori il sindaco di San Piero in Bagno, Marco Baccini – e questo per noi rappresenta un valore rispetto al quale vorremmo poter stanziare contributi di una certa consistenza economica. Le risorse a disposizione però sono scarse e per il momento ci permettono di mettere in campo interventi di spalatura e manutenzione delle strade per agevolare l’attività dell’intero settore agrozootecnico, a cui va aggiunto il lavoro che i Comuni della Montagna romagnola, tra cui San Piero in Bagno, stanno portando avanti per la promozione delle nostre eccellenze agroalimentari, tra le quali la carne di razza Romagnola rappresenta uno dei più importanti fiori all’occhiello: anche per questo siamo orgogliosi di poter collaborare con associazioni come Araer e Anabic nell’organizzazione di eventi che possano contribuire al processo di valorizzazione del prodotto”.

Con quest’ultimo evento che ha raccolto nella sala di Palazzo Pesarini un numeroso pubblico di allevatori, gli incontri dedicati all’allevamento di bovini di razza Romagnola organizzati nel 2019 da Araer ammontano a tre, “segno evidente che per l’Associazione la Romagnola riveste un ruolo molto importante – ha sottolineato Maurizio Garlappi – soprattutto in un momento di grande evoluzione del settore zootecnico come quello che stiamo vivendo. Dopo il successo della Mostra nazionale svoltasi ad Agriumbria nella primavera scorsa, contiamo di ripetere l’esperienza il prossimo anno e continuare a organizzare appuntamenti di approfondimento e confronto come quelli promossi durante l’anno che sta per concludersi”. Ma, al di là degli impegni e degli auspici, per i bovini di razza Romagnola i problemi non mancano, a iniziare dalle consistenze, che come ha ricordato Andrea Quaglia riguardo gli allevamenti, “dal 1988 al 2018 sono passati da 1800 a 350, mentre il numero di capi è rimasto sostanzialmente stabile intorno alle 8mila unità. Quello però che minaccia la sopravvivenza della razza è la diffusa consanguineità dei soggetti, al punto da pregiudicarne lo stato sanitario. Per questo è importante acquistare i vitelli presso il Centro genetico Anabic e non attraverso canali commerciali spesso invece privilegiati. Il motivo è molto semplice – ha ricordato Quaglia – il Centro genetico offre garanzie diversamente non disponibili altrove perché i vitelli in vendita sono frutto di accoppiamenti programmati, la genealogia e le performance sono certificate, i soggetti sono testati sia da un punto di vista sanitario che andrologico, sono assicurati e non hanno un costo superiore rispetto a quello richiesto da un altro acquirente”.

L’aspetto sanitario, a partire dall’utilizzo responsabile del farmaco, si posiziona al primo posto nell’elenco delle priorità da rispettare per migliorare l’allevamento dei bovini di razza Romagnola. Su questo aspetto Giovanni Filippini è stato molto chiaro. “Ci troviamo davanti a un bivio – ha dichiarato – che ci impone di modificare completamente in allevamento l’approccio sanitario, perché a differenza di quanto è avvenuto fino a oggi non possiamo più permetterci di inseguire le problematiche sanitarie quando si manifestano, dobbiamo prevenirle. Fra non più di un paio d’anni le normative previste dalla UE ci obbligheranno a dimostrare perché, come e quanto farmaco abbiamo utilizzato per curare i nostri animali e siccome siamo in presenza di un fenomeno allarmante quale è l’antibioticoresistenza, dobbiamo entrare in un meccanismo d’azione diverso partendo da una maggiore consapevolezza, da un’analisi accurata, da una gestione complessiva dell’allevamento che tiene nella dovuta considerazione l’ambiente, l’alimentazione, lo stato di benessere dell’animale. Oggi per i bovini di razza Chianina il livello di antibioticoresistenza raggiunge il 68%, per la Romagnola i dati non si discostano di molto: è giunto il momento che tra personale veterinario e allevatori si crei un’alleanza basata prima di tutto sulla prevenzione”.

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05/12/2019, 16:41
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