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Cavallo romano della Maremma laziale 
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:oops: Se nn e' approvato nn e' saallone , ma solo maschio intero.Sarebbe come fregiarsi del titolo di dottore e nn aver conseguito la laurea.Poi ci sono gli abusivi, ma farsi la pubblicita' nn credo. E poi stallone ci diventa passando negli anni alle varie rassegne che si fanno dagli 1 a 3 anni (28 mesi) quando passera' stallone.NN devono studiare x diventarlo.Mi meraviglio.


03/04/2019, 9:13
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Assolutamente d'accordo con te, anche perché le mie sono semplici domande da ignorantone ma immaginavo che fosse quello da te descritto l'iter.
Cmq non c'è proprio nessuno che può raccontarci sto cavallo!!!!????!!!! :(


03/04/2019, 10:49
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Refulus ha scritto:
Cmq non c'è proprio nessuno che può raccontarci sto cavallo!!!!????!!!! :(


Refulus... forse la risposta è nella domanda stessa.... :)

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04/04/2019, 7:58
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:(


04/04/2019, 10:58
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Ma non demordo! !! Qualcuno, prima o poi, passerà per questa sezione e vedrà il mio topic e magari è anche un felice possessore di cavallo romano e avrà voglia di parlarcene


04/04/2019, 11:07
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mi fai tanto ricordare la canzone di Gino Bramieri....

Lui andava, spavaldo, a cavallo
col cilindro e una rosa all’occhiello.
Lei diceva: “Che bello! Che bello!
Quell’uomo a cavallo
è l’uomo del mio cuor!”…

vedrai che gira... gira.... sto cavallo passerà ;)

ciao. :)

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nel mio orto non c'è la vigna e non c'è l'osteria... c'è solo la mia fantasia....


04/04/2019, 11:22
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Refulus, il problema è che questo cavallo romano è una cosa talmente recente che chiamarla razza forse è un azzardo... vedi in Maremma, da sempre, ci sono state le cosiddette "razzette" ogni allevatore aveva i suoi stalloni di riferimento, le sue fattrici e i caratteri si trasmettevano in maniera tale da identificare, all'interno della stessa razza, l'allevamento di provenienza, lo stallone, la fattrice.
E' tra gli argomenti più piacevoli, parlare della progenie del tal stallone, della tale fattrice, del tal allevamento.
Questo fatto di identificare un puledro come figlio di un certo stallone/fattrice per la loro capacità di trasmettere i loro caratteri non significa però che quel puledro faccia parte di una razza diversa.....

Poi si può anche provare a sostenere che invece appartiene a una razza diversa... e qualche volta magari ci si riesce pure....

Ora io non so se il cavallo romano è una variante del Maremmano, un Maremmano tout court, o magari un Tolfetano... o addirittura un discendente del cavallo di Marco Aurelio (i Maremmani puri invece saranno forse discendenti di quello di Giulio Cesare? Chissà...)... non lo so, vedremo nei prossimi anni/decenni cosa sarà di questa popolazione equina... per ora, per quanto mi riguarda, devo lasciarti con i tuoi interrogativi irrisolti :D

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04/04/2019, 18:10
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Dal sIto dell associazione butteri alta maremma

"Sorvolando sulle ipotesi delle lontane origini e degli influssi di sangue che hanno contribuito alla sua evoluzione, chi afferma che avesse influenze germaniche chi orientali, va ricordato come nel XVI secolo sia nello Stato Pontificio che nel Granducato di Toscana era notevole l'interesse per questo cavallo. Secondo quanto tramandatoci dal dott. Martinelli nel suo trattato dei primi dell'800, nelle Maremme si trovavano due produzioni differenziate: il cavallo Grossetano e quello Romano.

Lo Stato Pontificio preferiva cavalli di grande mole e robustezza e di mantello scuro adatti anche al tiro delle carrozze ed infatti il cavallo Romano è così descritto alla fine dell'800 dal prof. Moreschi: " è un cavallo dalla testa un po' montonina, fronte larga, orecchie piccole e ben attaccate, occhio grande a fior di pelle, collo un poco grosso ma con molta curvatura, criniera lunga e fitta, garrese ben sviluppato, spalla piuttosto corta..., pastoie anteriori corte e ricoperte di peli lunghi e folti....., petto ampio, dorso diritto, reni robuste, groppa larga un po' cadente..., statura da 1,45 m. a 1.60 m. al garrese..., sotto di se nel davanti,portamento maestoso"


04/04/2019, 21:23
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