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PRELAZIONE AGRARIA CONFINANTE COLTIVATORE DIRETTO 
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Ciao a tutti sono MarcoT, ho letto tutti i vari post riguardanti la prelazione agraria del confinante coltivatore diretto pero' vorrei trovare una risposta a questo caso. Vorrei acquistare un terreno a vigneto di 4.000mq, uno dei 3 confinati è coltivatore diretto e confina con 2 particelle sul fondo in questione. Ho fatto delle visure, ho visto che le particelle sono vigneto una e oliveto l'altra, nella realtà pero' la zona dove dovrebbe esserci oliveto (2.000mq circa) è lasciata incolta e presa d'assalto dai rovi e dalle acacie. Ho letto che per aver il diritto di prelazione il confinante dovrebbe coltivare i fondi confinanti, per aver diritto è sufficiente che coltivi anche solo una delle due particelle o il fatto che ne lasci incolta una lo farebbe decadere dal diritto?
Grazie


04/04/2019, 10:03
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Buongiorno,
considerato che una delle particelle confinanti è senza dubbio coltivata abitualmente ed è tra l'altro della medesima coltura, con il possesso degli altri requisiti, credo che non ci siano dubbi che il confinante possa esercitare il diritto di prelazione.
Pur volendo considerare la volontà di opporsi sulla base dello stato di abbandono dell'uliveto, bisogna agire per via giudiziaria con gli oneri e i tempi che ne conseguono e tenendo conto che le possibilità di un risvolto positivo, a mio parere, sono molto scarse se non nulle.
Comunque, in questi casi, prima di ogni iniziativa è bene consultare un legale esperto in materia.

Saluti, Gianni


05/04/2019, 13:01
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Capito, grazie, pensavo che la finalità della legge sulla prelazione agraria fosse quella di aver si imprese competitive sul piano organizzativo dei fondi ma anche che che i fondi fossero coltivati ciascuno per il tipo di coltura prevista...della serie pretendi di essere il favorito su acquisto di 4000mq quando ne lasci in abbandono 2000mq, altrimenti potevi accatastarli come bosco. Ovviamente il mio è solo un ragionamento da ignorante in materia. Tra l'altro oggi sulla particella in "abbandono" ho fatto per curiosità una visura storica e ho visto che fino al 2010 era vigneto poi passato misteriosamente ad uliveto...


05/04/2019, 18:28
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la coltivazione risultamte dalla visura catastale è indicativa solo ai fini del calcolo del reddito agrario e del reddito domenicale, ad altro non serve.
il fatto che la particella non risulti coltivata non fa decadere nessun diritto (la legge prevede che il coltivatore sia confinante), oltretutto la "messa a riposo" può anche rientrare all'interno della rotazione delle coltivazioni o per altri motivi

_________________
L'esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l'esame, poi ti spiega la lezione. (O. Wilde)
https://stores.streetlib.com/it/agr-francesco-zenobi/nozioni-di-marketing-per-le-aziende-agrituristiche


07/04/2019, 20:34
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Grazie a tutti per le risposte, relativamente al mio caso vorrei chiedervi quest'ultimo quesito, premettendo quanto segue:
- ho fatto un preliminare dove veniva indicato che il rogito doveva essere fatto entro e non oltre il 05/04/2019 indicato come termine essenziale e non prorogabile presso un notaio scelto dalla parte acquirente e la stessa avrebbe dovuto comunicare lo studio del notaio e la data del rogito entro il 28/02/2019 al venditore
- il venditore manda lettera raccomandata ai confinanti con allegato preliminare registrato
- qualche giorno dopo il confinante manda al venditore raccomandata con la quale esercita il diritto di prelazione aggiungendo che l'esercizio della prelazione sarebbe avvenuto alle condizioni del preliminare ricevuto.
L'altro giorno il venditore mi ha fatto sapere che confinante poi non ha mandato ne lo studio del notaio ne ha fatto rogito entro il 5/4/2019 contrariamente a quanto pensavo. Può ritenersi risolto il contratto tra il venditore ed il prelazionario? Cioè potrei io adesso andare a rogito?


10/04/2019, 18:57
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MarcoT81 ha scritto:
Grazie a tutti per le risposte, relativamente al mio caso vorrei chiedervi quest'ultimo quesito, premettendo quanto segue:
- ho fatto un preliminare dove veniva indicato che il rogito doveva essere fatto entro e non oltre il 05/04/2019 indicato come termine essenziale e non prorogabile presso un notaio scelto dalla parte acquirente e la stessa avrebbe dovuto comunicare lo studio del notaio e la data del rogito entro il 28/02/2019 al venditore
- il venditore manda lettera raccomandata ai confinanti con allegato preliminare registrato
- qualche giorno dopo il confinante manda al venditore raccomandata con la quale esercita il diritto di prelazione aggiungendo che l'esercizio della prelazione sarebbe avvenuto alle condizioni del preliminare ricevuto.
L'altro giorno il venditore mi ha fatto sapere che confinante poi non ha mandato ne lo studio del notaio ne ha fatto rogito entro il 5/4/2019 contrariamente a quanto pensavo. Può ritenersi risolto il contratto tra il venditore ed il prelazionario? Cioè potrei io adesso andare a rogito?



La cose sono andate avanti e mi sembra alla fine un intreccio precipitoso, leggermente caotico nella descrizione e cavilloso per l'intento di bloccare il tutto da parte dell'avente diritto alla prelazione.
Poiché sembri molto interessato sarebbe meglio chiedere una consulenza seria ad un legale ed eventualmente seguire con lo stesso le fasi successive.

_________________
Carissimi saluti Giuseppe

E' stata creata dopo la donna...... per evitare interferenze durante la creazione dell'uomo. (N.M.)


10/04/2019, 19:45
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Buongiorno,
se effettivamente sono decorsi i termini il terreno può essere liberamente venduto.
Bisogna recarsi dal notaio che eventualmente stipulerà l'atto, con tutta la documentazione (preliminare, notifiche ai confinanti e ricevute, eventuali risposte), il notaio valuterà se effettivamente i termini di legge sono trascorsi e se ci sono gli elementi per procedere alla stipula senza inconvenienti, diversamente saprà consigliare come meglio agire.

Saluti, Gianni


11/04/2019, 6:48
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allora, ho sentito un notaio alla fine mi ha spiegato che l'atto si puo' fare ma lui non garantisce che il CD confinante non possa provare a riscattare il fondo mediante retratto. Da quel che ho capito, il problema potrebbe essere nell'interpretazione del 6° comma dell'art. 8 della L. 590/65:
"Ove il diritto di prelazione sia stato esercitato, il versamento del prezzo di acquisto deve essere effettuato entro il termine di tre mesi, decorrenti dal trentesimo giorno dall'avvenuta notifica da parte del proprietario, salvo che non sia diversamente pattuito tra le parti."
Perché da un lato è vero che il CD in data 15/01/2019 ha esercitato prelazione indicando che la prelazione sarebbe avvenuta alle condizioni del preliminare trasmessogli (termine essenziale e non prorogabile per il rogito entro e non oltre 05/04/2019 e comunicazione del notaio entro 28/02/2019) e dopo aver ricevuto in data 5/01/2019 raccomandata e preliminare allegato, dall'altra i 3 mesi decorrenti dal 30o giorno dell'avvenuta notifica scadrebbero il 06/05/2019.
Non si capisce bene quindi se il CD pur avendo accettato per iscritto le condizioni del contratto preliminare allegato alla raccomandata ha comunque la facoltà di andare a rogito e pagare entro il 06/05/2019 anche se non ha trasmesso studio del notaio e data stipula entro il 28/02/2019 e non ha rispettato il termine essenziale e non prorogabile del 05/04/2019 del preliminare.
Da come ho capito da ignorante in materia non c'e' nulla di sicuro, unica cosa che mi ha detto è che se io facessi rogito non sarebbe un contratto nullo poi bisognerà capire se CD proverà a riscattare o meno.


11/04/2019, 15:27
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Quello che ha constato il notaio è esatto, nel dubbio basta far trascorrere il termine stabilito dall'art. 8 anche perché scadrà a breve.

Saluti, Gianni


12/04/2019, 9:36
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Giusto per per rendere le cose ancora più complicate il venditore stamattina mi ha fatto sapere che ieri ha ricevuto una raccomandata dal confinante con scritto che a seguito del suo esercizio di prelazione non ha avuto nessun riscontro da parte del venditore, che nel preliminare c'era la data del 5/4/19 come termine per il rogito ma che non gli è stato comunicato lo studio e la data/ora di appuntamento. Conclude dicendo che essendo terminato il termine fissato con la sua missiva rinnova l'intenzione di acquistare il terreno per cui ha esercitato la prelazione e di comunicargli lo studio notarile entro 5 giorni altrimenti effettuerà l'offerta reale del prezzo :?: :!: :!: :?: :?:

Ma se nel preliminare c'era indicato che il notaio lo doveva scegliere la parte acquirente e darne comunicazione alla parte venditrice entro un certo limite, perché questo pretende gli sia fornito dal venditore notaio e relativo appuntamento? Con questa lettera potrebbe essersi compromesso confermando la sua inadempienza o comunque considerarsi come "nuova proposta" e quindi non conforme al preliminare a lui trasmesso?
Sono veramente stupefatto di questa cosa, questo ha sempre negato di voler comprare il fondo, non ha fatto trattative col venditore, si è "fatto fare" il prezzo da me, esercita la prelazione alle condizioni del preliminare e adesso stizzito lamenta di non aver ricevuto informazioni sul notaio e la data e da sbruffone dice che attuerà procedura di offerta reale?!!!? :evil: :evil:


12/04/2019, 10:18
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