Messaggi senza risposta | Argomenti attivi Oggi è 15/07/2020, 4:05




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Permapicoltura: si o no? 
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Iscritto il: 22/04/2020, 16:35
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Salve a tutti. Vorrei un vostro parere in merito alla permapicoltura. Secondo voi è un metodo valido per allevare api? State adoperando questo metodo o conoscete qualcuno che lo sta facendo? Con quali risultati? Vi convince o siete scettici? Vi faccio queste domande perchè vorrei sentire tanti pareri anche contrastanti per capire se ne vale la pena o è solo una perdita di tempo. Grazie a tutti coloro che vorranno rispondermi ;)


24/06/2020, 23:25
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Iscritto il: 11/03/2020, 11:30
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Località: rimini
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ne sento parlare solo adesso, ho dato un'occhiata e non mi convince:
va bene non togliere miele dal nido (cosa che riguarda perlopiù i nomadisti),
va bene rinunciare al nomadismo, ma già la maggior parte degli apicoltori dilettanti sono stanziali e anche qualche semiprofessionista
va bene usare un'arnia con misure diverse, ma esistono già in apicoltura tradizionale, puoi scegliere tra molti modelli

ma rinunciare a gestire le crisi dell'alveare e alla lotta alle avversità mi sembra suicida


25/06/2020, 6:30
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Iscritto il: 06/09/2018, 15:50
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pantagruele ha scritto:
rinunciare a gestire le crisi dell'alveare e alla lotta alle avversità mi sembra suicida

A me pare divertente!!!
Divertente come giocare alla roulette russa, con 5 cartucce inserite e una no!
Se uno ha tanti soldi da buttare, (e anime di centinaia di migliaia di api) allora volendo si può provare, ma io (purtroppo) credo che senza "attenzioni", in questa particolare epoca storica, sopravviverebbe una famiglia su 10.
E forse forse sono stato pure ottimista!


25/06/2020, 8:48
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Sez. Api
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Iscritto il: 07/04/2010, 20:30
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Località: Cisterna di Latina
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Permapicoltura sì, senza problemi, a condizione di continuare con la tradizionale gestione sanitaria: due trattamenti all'anno contro la varroa e, nel caso, curare la PA con il fuoco, non con il sole o chissà cos'altro.

_________________
http://www.agraria.org/apicoltura.htm - Atlante di Apicoltura

Il Grande Fratello non ci osserva. Il Grande Fratello canta e balla. Tira fuori conigli dal cappello... (Chuck Palahniuk)


25/06/2020, 21:28
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Iscritto il: 22/04/2020, 16:35
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Ringrazio per le risposte che ho ricevuto in merito... ne ho sentito parlare leggendo il libro Rivoluzione Alveare e mi è piaciuta la filosofia che ci sta dietro ma non sapevo se fidarmi o meno... avevo intenzione l'anno prossimo di mettere uno sciame in queste arnie senza telaini di modo che le api si costruissero il loro nido nel modo più naturale possibile. Purtroppo non ci sono molte discussioni in merito e neanche tanti libri... e quindi non riesco a farmi un'idea completa sull'argomento


28/06/2020, 23:39
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Iscritto il: 06/09/2018, 15:50
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Non so cosa preveda esattamente la permacoltura, mi baso sulla descrizione che hai fatto, ma un occhio prima o poi ce lo darò.
Molti, tra cui me, praticano un'apicoltura più naturale, anche nelle arnie "standard".
Per esempio io inserisco il telaio con i fili zigrinati ma senza cereo, lo lascio costruire a loro.
Quest'anno ho cominciato anche con i telaini da mielario, ma non fidandomi troppo (nel mielario c'è più spazio rispetto al nido) ho aggiunto solo una sottile striscia di cereo, per invitarle a costruire al centro.
Stanziale... sono stanziale, avendo solo poche arnie.
Per i trattamenti sanitari, credo che ormai siano un obbligo ovunque in italia, forse forse sono previste anche sanzioni per chi non li rispetta.
Bisogna pensare anche agli "altri" che ti stanno intorno, e che si sforzano di seguirle.
Però in questo periodo, che la varroa comincia ad essere parecchio presente, "tampono" rimuovendo e distruggendo la covata a fuco invece di usare trattamenti chimici, che farò a tempo debito tra luglio e agosto.


29/06/2020, 10:21
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Iscritto il: 12/04/2019, 22:00
Messaggi: 13
Località: monte Amiata
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Devi conoscere la legislazione della tua regione per quanto riguarda la possibilità di installare arnie (come la Perone) che non hanno i favi ispezionabili: vietata in molte...
Personalmente non l'ho mai praticata.
Non esiste in Italia l'obbligo di fare trattamenti, né esistono sanzioni per ciò: esiste al contrario l'obbligo di denuncia per alcune malattie come le pesti (europea e americana), e l'infestazione della AethinaTumida...
..Con questo NON voglio invitare a non fare controlli e trattamenti contro la varroa, ma anzi voglio sottolineare che anche se non "contemplati"dalla permacoltura, risulterà difficile fare il miglior trattamento contro la varroa, cioè l'acido ossalico , che dà ottimi risultati solo con il blocco di covata...


29/06/2020, 14:26
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Iscritto il: 06/09/2018, 15:50
Messaggi: 53
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Forse non sono obbligatori, ma "fortemente" raccomandati:

"La necessità dell’effettuazione di interventi sanitari omogenei sul territorio ai fini della corretta profilassi della Varroatosi è stata peraltro rimarcata dal Ministero della Salute con propria nota prot. n. 13975 del 12/07/13 (“Indicazioni operative riguardanti l’applicazione della O.M. 17/02/95 sulla profilassi della varroatosi”), nella quale viene anche raccomandata alle Regioni “una programmazione dei controlli negli epteri tesi a verificare l’esecuzione dei trattamenti (antivarroa) in ottemperanza ai protocolli forniti, prevedendo anche idonee misure qualora tali trattamenti non siano stati eseguiti o siano stati eseguiti in maniera non conforme ….”.

Questo mi fa capire che SE ad un controllo della asl, il trattamento risulta non eseguito, o eseguito male, potrebbero anche prendere provvedimenti.


29/06/2020, 19:16
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Iscritto il: 12/04/2019, 22:00
Messaggi: 13
Località: monte Amiata
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Sebaseba ha scritto:
Forse non sono obbligatori, ma "fortemente" raccomandati:

"La necessità dell’effettuazione di interventi sanitari omogenei sul territorio ai fini della corretta profilassi della Varroatosi è stata peraltro rimarcata dal Ministero della Salute con propria nota prot. n. 13975 del 12/07/13 (“Indicazioni operative riguardanti l’applicazione della O.M. 17/02/95 sulla profilassi della varroatosi”), nella quale viene anche raccomandata alle Regioni “una programmazione dei controlli negli epteri tesi a verificare l’esecuzione dei trattamenti (antivarroa) in ottemperanza ai protocolli forniti, prevedendo anche idonee misure qualora tali trattamenti non siano stati eseguiti o siano stati eseguiti in maniera non conforme ….”.

Questo mi fa capire che SE ad un controllo della asl, il trattamento risulta non eseguito, o eseguito male, potrebbero anche prendere provvedimenti.



Sebaseba, non si può rendere obbligatorio un trattamento dove non é necessario: questo dice la legge. L'asl non può limitarsi a guardare nel registro stalla, ma deve valutare lo stato di salute della/e famiglia/e.
Io faccio trattamenti d'ossalico gocciolato perlomeno due volte l'anno, purtroppo senza nemmeno il tempo di verificare l'infestazione della singola famiglia che tratto... e questo non é sempre corretto.


29/06/2020, 22:09
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