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1°Esperienza Coltivazione Pleurotus Cardoncello su caffè 
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Buonasera,
innanzi tutto mi presento, sono Edoardo, ho frequentato l'istituto agrario professionale e adoro l'ottimizzazione dei sistemi, specialmente quando si allineano ad una mentalità ecologista.

Potete immaginare il piacere dello scoprire che potevo produrre risorse, da spazi che non ne producono normalmente, come la mia cantina, utilizzando gli scarti dei fondi di caffè.
In questo modo, nel mio piccolo, smaltisco rifiuti producendo funghi e (con il micelio esausto) un buon compost.

Frequento spesso forum di coltivazione, non si smette mai di imparare, e credo che il miglior modo sia quello di condividere le informazioni in maniera dettagliata della propria esperienza, indipendentemente dal livello di professionalità che viene applicato.

Come vedrete dalle foto, il mio è un'esperimento nel vero senso della parola.
Non ho mai praticato la coltivazione dei funghi, ma credo di poter riuscire e, perchè no, un giorno farne un ''secondo lavoro''.

Le dimensioni sono assai ridotte, 3 sacchi da 5kg di fondo di caffè inoculato (4kg di caffè + 1 di micelio pleurotus eryngii cardoncello vivo) e 2 barattoli bormioli da 250gr e 500gr di substrato di paglia inoculato che vorrei far fruttificare subito.

L'ambiente non rispetta maniacalmente i requisiti di temperatura e umidità perciò spero che questo testo possa diventare utile per analizzare fenomeni in ambienti meno ospitali, cosi da poter condividere informazioni utili ad altri neofiti che come me ''ci vogliono provare comunque''.
Invito caldamente tutti i moderatori, fungicoltori competenti e non, a partecipare e condividere le proprie esperienze piuttosto che porre anche solo semplici domande.

Allego foto del mio spazio di coltivazione, segue nel prossimo post descizione e inizio del diario di questo nuovo viaggio.

Grazie a tutti in anticipo,
Edoardo


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07/05/2017, 18:44
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L'AMBIENTE DI COLTIVAZIONE

LA MIA CANTINA
La mia cantina si trova nel centro storico della mia città, interrata su tre lati e con un minimo di aereazione.
Soffitto a volta in mattoni pieni e cemento.

Come tutte le cantine è piena di cose inutilizzate o quasi, pertanto ho ritagliato un po di spazio da uno scaffale.
Ovviamente NON è un ambiente sterile.

il ripiano è stato lavato e disinfettato, quindi ricoperto su tutti i lati da sacchi neri in pvc, creando una nicchia ''quasi sterile''.

Ho acquistato un igromentro termometro digitale molto preciso ed economico (12 € su amazon ---> https://www.amazon.it/gp/product/B01J7O ... UTF8&psc=1) e ho fatto alcume misurazioni prima di posizionare i sacchi inoculati.

La temperatura è un po' bassa, intorno ai 12 gradi, ma come sappiamo i funghi possono sopportare temperature dai 5 ai 25°C, anche se per i cardoncelli la temperatura ottimale è intorno ai 18-20°C.
Come dicevo l'ambiente non rispetta tutti i parametri.

L'umidità è buona, oscilla dai 75% nei giorni di sole al 90% in questi giorni di pioggia.
La temperatura non ha sbalzi termici di piu di 0.5 - 0.9°C nelle 24H

in allegato una foto della prima misurazione, segue nel prossimo post la fase di incubazione


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07/05/2017, 19:00
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SUBSTRATO E INOCULO

Mi sono procurato dai bar della zona circa 15kg di fondo di caffè, quasi tutto prodotto in un paio di giorni di raccolta e ho acquistato una balletta di paglia inoculata da circa 4kg.

1°ERRORE: Non ho sterilizzato i fondi di caffè. anche se molti non hanno avuto problemi nella coltivzione senza sterilizzare, è un processo che consiglio perchè riduce il rischio del fallimento ed è economico.
Purtoppo non conosco un buon procedimento per sterilizzare, perciò se qualcuno leggendo vuole condividere il suo metodo è il benvenuto.

Ho diviso la balletta in 4 parti piu o meno uguali.
3 parti le ho frammentate in maniera grossolana in sacchi neri conteneti 4 kg di caffè setacciato non sterilizzato (nel primo sacco solo tre grossi blocchi, nel secondo diversi pezzi piu piccoli di un pugno e nel terzo diverse taglie mischiate. In questo modo potremo fare delle valutazioni su questo metodo di inoculo.)

Ho compresso delicatamente i sacchi, ho praticato 4 fori sulla parte superiore del saccheto e 1/2 sul lato verticale frontale, da dove mi auguro escano poi i corpi fruttiferi del fungo.
Questi sono i sacchi per la produzione.

Con lo stesso procedimento ho inserito circa 100 gr di substrato inoculato in un barattolo Bormoli quattro stagioni ricoprendolo di caffè.
Ho utilizzato la parte esterna del panetto inoculato.
Ho ripetuto l'operazione con un altro barattolo utilizzando un frammento interno della balletta.
In questo modo potremo vedere se ci sono differenze nella velocità di propagazione del micelio, a seconda della posizione da cui viene prelevato il micelio.

Questi barattoli sono il tentativo di tenere in vita il micelio, poterne osservare la proliferazione e successivamente utilizzarlo per creare una ''madre'' del micelio, dai cui possa attingere per inoculare nuovi sacchi di caffè.
Il contenuto del barattolo sarà poi trasferito in un contenitore dove verrà nutrito ma mai fatto fruttificare.

Infine, ho sostituito la plastica originale della balletta (Procedimento pericoloso, che rischia di mettere a repentaglio la fruttificazione) con un sacco nero intorno a circa 500 gr di micelio inoculato della balletta, ho praticato un'apertura per facilitare l'entrata della luce e la creazione del fungo.
Il desiderio è quello di farlo fruttificare subito senza dargli altro substrato di cui nutrirsi.

Spero che l'argomento interessi, invito tutti a correggere i miei errori, a condividere la propria esperienza e migliorare insieme.
Nei prossimi giorni seguiranno foto dettagliate

PS: Ho messo a dimora i sacchi giovedì 4 maggio e ho incrociato le dita che tutto andasse bene.
Le temperature si sono abbassate intorno ai 10 gradi, è in previsione un miglioramento ma la temperatura è un fattore importantissimo nella fase di incubazione.

Oggi, domenica 7 maggio, sono sceso a controllare se il micelio fosse ancora vivo.
Ho posizionato il termometro a contatto tra due sacchi e ho aspettato circa 2 ore.
La temperatura si è alzata da 11°C a 12.8° confermandomi che c'è vita dentro il sacco.

Dovrò poter misurare la temperatura interna dei sacchi, che strumento mi consigliate?
Termometri a sonda? Temomentri rigidi alimentari?

A presto,
Edoardo


07/05/2017, 19:32
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Il metodo per pastorizzare il caffè che io adotto è quello di mettere un pò d'acqua in una pentola e di riempirla di un solo strato di barattoli di vetro pieni di caffè, ognuno dei quali è coperto con un foglio di alluminio per cucina fermato con un elastico all'imboccatura.
Metto nel barattolo centrale (che ci mette di più a riscaldarsi) lo "spillone" di un termometro da forno (pochi euro nei soliti siti web), bucando l'alluminio, in modo che la punta non tocchi il fondo; accendo il gas senza mettere il coperchio della pentola. Quando il termometro segna 70°, spengo il gas e copro con un coperchio e una vecchia coperta, in modo che il tutto si raffreddi molto lentamente.
Ho però sentito che se il caffè è raccolto il giorno stesso o il giorno dopo l'uso del bar, può essere considerato come già pastorizzato.
In bocca al lupo!


08/05/2017, 11:05
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Grazie corgi!
Comunque vada questo esperimento, nel prossimo tentativo pastorizzerò tutto, ho trovato veramente qualsiasi cosa dentro quei sacchetti (bustine di zucchero, cialde, una buccia di banana :lol: )

Aggiornamento del giorno

Le temperatura stanno salendo, oggi c'è il sole, 12.5°C nella stanza e 85% circa di umidità

Ho voluto verificare nuovamente la temperatura tra i sacchi e da 12,2°C di partenza, dopo sole 2 ore, erano già 16,6°C

Si usa il termometro da forno anche per misurare la temperatura all'interno dei sacchi?
Qual'è la temperatura ottimale?
Come si può abbassare nel caso diventi troppo alta?

Per evitare di lasciare la luce accesa, che oltre ad essere un costo economico è anche uno spreco, utilizzo una lampada a pinzetta da lettura con una lampadina da 1W (utilizza Pile Stilo e in questo modo faccio esaurire definitavemente le pile mezze scariche che girano per casa, evitando di comprarle o raccogliendole a casa di amici e parenti. Spesso e volentieri la carica non è sufficente per far funzionare un telecomando ma può tenere accesa una lampadina per molte ore ancora. Con un paio di pile ricaricabili, il problema si risolve ancor prima).
Secondo voi è sufficente come illuminazione?
Necessito di più watt/lumen?


08/05/2017, 18:55
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La temperatura di incubazione della massima parte dei funghi comunemente coltivati dovrebbe oscillare fra 22° e 24°; non ho mai misurato la T° interna delle ballette messe a incubare anche per non bucare la busta, cosa che vanificherebbe la pastorizzazione. Solo una volta che le ballette sono del tutto colonizzate dal micelio, si mettono a temperature più basse perchè fruttifichino. La colonizzazione può avvenire anche alle tue temperature ma ci mette troppo ed è più facile che contaminanti vari (batteri, miceti) prendano il sopravvento sul micelio.
Sai come fare con modica spesa e grande semplicità, un incubatore casalingo? Se cerchi sul web, puoi trovare nei siti dedicati molti tutorial su questo e su altri problemi.
Ciao!


08/05/2017, 19:41
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Salve a tutti.
Seguo con interesse questa discussione in quanto ho iniziato alcuni esperimenti per poter coltivare i funghi nei fondi di caffè.

Sto auto producendo del micelio, ricavandolo da funghi acquistati al supermercato, utilizzandone una milionesima parte e il resto va in padella.

Per ora ho prodotto (in piccole quantità, giusto per sperimentare) micelio di Pleurotus Ostr. e di pioppino.

La clonazione del micelio la sto facendo in tre modi diversi per il Pleurotus
1) Coltura liquida
2) Direttamente su piccola porzione di fondi caffè
3) Su cartone ondulato.

Ho iniziato le prove il 25 aprile scorso.

Per i pioppini sto provando a clonare su cartone in piastre di Petri (regalatemi da un laboratorio di analisi mediche) ed ho iniziato gli esperimenti sabato scorso.

Il tutto avviene nella mia cucina.

Attualmente ho già ottenuto risultati su entrambi i funghi.

Cerco di fare il lavoro nel modo più pulito possibile, poiché di ambiente sterile non se ne parla.

La finalità del mio esperimento è finalizzata all'auto riproduzione dei miceli, per ottenere una produzione per necessità casalinghe.


09/05/2017, 12:24
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Gitadel, se nella fase di clonazione, con un po' di fortuna, tutto va bene, i rischi aumentano in modo esponenziale quando vai a produrre lo spawn e di conseguenza i substrati. Se vuoi andare avanti dovrai attrezzarti per avere un minimo di sterilità. ;)


09/05/2017, 13:40
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Iscritto il: 30/10/2011, 23:06
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Ciao Alverman e grazie per la tua risposta.
Dico che di ambiente sterile non se ne parla perché non posso ritagliarmi un ambiente completamente asettico.
Ti dico come procedo, e se hai correzioni e suggerimenti' questi sono ben accetti.
Pulisco l'area di lavoro con alcool e/o acqua ossigenata.
Altrettanto faccio con gli utensili di lavoro' e quelli metallici li passo sopra una fiamma di un caramellizzatore.
I contenitori in vetro li sterlizzo in microonde.

Le capsule di plastica le pulisco accuratamente con alcool.

Logica,mente le mani sono lsvate e disinfettate.

Pensi possa andare bene o devo utilizzare ulteriori accorgimenti per diminuire rischi di contaminazione?


09/05/2017, 14:19
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Località: Alta Valle del Tevere
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In teoria, gli accorgimenti che adotti, non sono sufficienti, nell'aria ci sono milioni di spore. Comunque più disinfetti e meglio è...
Per diminuire i rischi dovresti almeno lavorare vicino ad una fonte di calore, fiamma o pentola con acqua che bolle.
Inoltre sostituisci l'alcool (che è troppo volatile) con Lysoform, al limite l'alcool lo metti in un bicchiere x tenere immersi gli attrezzi. Occhio, fiamme ed alcool non vanno tanto d'accordo...


09/05/2017, 15:37
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