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PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli 
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Sez. Cavalli
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Messaggio PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli
Il cavallo, questo animale cosi affascinante e anche però cosi difficile da gestire, specie per chi si avvicina, neofita, al suo meraviglioso mondo!
Il cavallo è un pianeta immenso e ancora in parte inesplorato, nel senso che il tratto distintivo di un "uomo di cavalli" è la consapevolezza di avere sempre tanto da imparare da questo meraviglioso animale e su questo meraviglioso animale.

In questo forum ho provato a parlare dei vari aspetti della sua gestione, abbiamo parlato della gestione delle fattrici, della nascita dei puledri, della doma e addestramento e di come avvicinarsi al mondo del cavallo, tutti questi temi sono stati affrontati, ripeto, non con la pretesa di avere verità assolute, ma come consigli di uno che, semplice appassionato e non professionista del settore, racconta come evitare gli errori che lui ha fatto, in modo che altri, leggendoli, possano farne meno :D.

Quindi ancora una volta ripeto che quello che andrò a scrivere è solo frutto della mia esperienza diretta con i cavalli, oppure visiva guardando altri o anche di semplici letture, ma, non essendo un professionista, lungi da me la pretesa di essere esaustivo o di conoscere la verità assoluta sul tema.

Ora parleremo del PULEDRO, e ne parleremo con riferimento al periodo che va dalla nascita alla doma.

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31/05/2010, 8:13
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Messaggio Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli
In effetti il periodo dalla nascita alla doma è un periodo molto importante durante il quale si possono fare alcune cose che faciliteranno poi le fasi successive con il puledro, una volta che sarà diventato cavallo adulto.

Prima di iniziare con le cose da fare e da non fare dal momento della nascita in poi, racconterò un episodio che ci aiuterà a capire quanto sia utile approcciarsi correttamente al puledro.

Nel maneggio che frequentavo era arrivato un puledrino, la mamma era morta sul monte e lui era stato adottato dai titolari.
Al puledro venne dato il nome di Mosè, per intendere con ciò che era stato salvato da una fine certa. Trattandosi di un puledrino abbastanza socievole gli venne data la massima libertà, nel senso che veniva lasciato totalmente libero di girare negli spazi del maneggio. Era un piacere vederlo venirti incontro, grattarlo, accarezzarlo...
Tutti i frequentatori del maneggio un pò lo adottarono, chi gli portava le carote, chi lo zuccherino e cosi via.
Intanto il puledro cresceva, e devo dire che, aimé, non cresceva bene. Non cresceva bene perchè aveva acquisito tutta una serie di vizi che lo rendevano addirittura pericoloso. Tendeva a mordere chi non aveva nulla da dargli, e il fatto che molti avevano iniziato ad avere paura quando si avvicinava, lo stava convincendo che l'animale dominante del suo branco (che eravamo noi umani) era lui, e si comportava di conseguenza, con atteggiamenti pericolosi nei confronti delle persone. Alla fine chiaramente venne messo in un box per essere rieducato, con tutte le difficoltà del caso.


Non so che fine abbia fatto quel puledro, ma questo breve racconto deve farci capire che un puledro non può essere trattato come un cane o un gatto, lui non si rapporta alle persone allo stesso modo di questi animali e quindi bisogna avere un comportamento diverso, che sia rispettoso delle sue caratteristiche, proprio per evitare che possa acquisire atteggiamenti pericolosi!

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31/05/2010, 10:22
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Messaggio Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli
Il puledro alla nascita ha solo bisogno della mamma.
Nel giro di mezz'ora (a volte anche un pò di più, altre di meno) il puledro si alza e comincia a traballare alla ricerca della mammella. Questa operazione può anche richiedere parecchio tempo ma in genere nel giro di massimo un paio d'ore dalla nascita il puledro si fa la sua bella e vitale prima poppata che lo mette al sicuro, grazie al colostro contenuto nel primo latte, da possibili contaminazioni ai germi o virus dell'ambiente nel quale nasce. (a tal proposito è consigliabile tenere almeno un mese prima del parto la madre nel posto dove nascerà il puledro in modo da darle il tempo di immunizzarsi dai virus di quell'ambiente). Fatta la prima poppata il puledro diventerà sempre più sicuro sulle gambe, farà la pipì e la popò (molto importanti le due funzioni, se non riesce bisogna chiamare un bravo veterinario), poi tenderà a coricarsi spesso per riposarsi dalle fatiche del nascere.

Se avremo tempo non sarà male cercare un contatto con il puledro già da questi primi momenti. Voglio raccontare, a tal proposito, una cosa che mi è successa con le nascite di quest'anno:

ho avuto l'occasione di assistere a tutto il parto di una mia cavalla, appena il puledro è uscito completamente la cavalla si è abbandonata come morta per riprendersi dallo sforzo. Il, anzi la, puledra era ancora con la testa nel sacco fetale e io, preoccupato che non potesse respirare, sono entrato in box ed ho semplicemente rotto la placenta sulla testa e ne ho approfittato per toccare un pò la piccoletta, l'ho accarezzata brevemente, poi, siccome tendo a non intromettermi in questa fase tra la cavalla ed il puledro, li ho lasciati fare e tutto si è svolto tranquillamente. Però c'è una cosa che in seguito mi ha colpito.
Dei tre puledri nati quest'anno questa è la più socievole, cerca il contatto con le persone in maniera evidente, si allontana dalla madre per venire da me.
Ora non posso dire che la causa sia legata ad una sorta di imprinting collegato al fatto di averla toccata e avergli fatto sentire i miei odori alla nascita. Però non mi sento neanche di escluderlo! Ci sono teorie in proposito che sostengono proprio la necessità di toccare i puledri appena nati per averli poi più docili con l'uomo.

L'anno prossimo proverò a verificare la cosa tornando a toccare un puledro appena nato :D

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31/05/2010, 14:12
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Messaggio Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli
Ora, con particolare riferimento ai puledri nati al pascolo, ma anche per quelli nati in box, la madre è particolarmente protettiva nelle prime ore dalla nascita, tenderà a mettersi regolarmente tra noi e il puledro (come farà con tutte le altre cose o animali che reputerà pericolosi per il nuovo nato) impedendoci di toccarlo e trasferendo al piccoletto il concetto che noi non siamo proprio una cosa di cui fidarsi completamente.

Questo indurrà prudenza nel puledro che tenderà così a sfuggirci, girando intorno alla madre e allontanando di fatto il momento del contatto con noi.
Un trucco è quello di disinteressarsi al puledro, portare magari qualcosa da mangiare alla madre (ad es un pugno di granaglie) e accarezzarla mentre mangia, questo la tranquillizzarà sulle nostre intenzioni verso il piccolo e noi potremo così dedicargli qualche attenzione.

Ma normalmente (ma ci sono anche casi contrari) il puledro tenderà a sfuggirci, girando proprio intorno alla madre. Un altro possibile trucco consiste nel sedersi in un angolo e non fare nulla, soprattutto non fare mosse brusche.
Il puledro, per sua natura curioso, comincerà ad interessarsi a noi, ci guarderà da lontano e manifesterà la voglia di venire a vedere cosa siamo, il fatto di essere seduti a terra lo tranquillizzerà in quanto ci vede alla sua altezza. Poverà ad avvicinarsi un pò, poi si allontanerà, ma noi persisteremo stando tranquilli e facendo magari qualche piccolo movimento e, perchè no, chiamandolo con la voce.
Prima o poi la sua curiosità sarà più forte della sua paura e tornerà ad avvicinarsi, fuggirà appena noi ci muoviamo, ma se restiamo ancora, tornerà, dopo un tempo più o meno lungo, ad avvicinarsi a noi per poi fuggire ancora per un nostro movimento un pò troppo brusco.

Ripetere queste sedute porterà prima o poi il puledro a prendere confidenza con noi.

Vedremo poi come...

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31/05/2010, 14:28
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Messaggio Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli
Ovviamente ci sono puledri che invece vengono spontaneamente verso l'uomo, non stiamo parlando di questi (che possono poi avere altri problemi, tendendo a prendere il sopravvento, se trattati in modo sbagliato), parliamo di quelli che non si avvicinano molto volentieri!

Allora noi ogni tanto, ogni volta che ci è possibile e che ne avremo voglia, andremo nel recinto del nostro puledro, ci accoscieremo in un angolo abbastanza vicino al nostro amico e lo aspetteremo.
Dagli e dagli lui si avvicinerà sempre di più prendendo una progressiva confidenza con noi fino ad arrivare a farci sentire il suo musetto da qualche parte del nostro corpo.
Ora proviamo a muovere lentamente ma senza esitazioni una mano verso di lui, non verso il muso ma verso il petto o una spalla e avanziamo col braccio finchè non ci accorgiamo che lui ne ha paura. Appena percepiamo la sua paura ritiriamo la mano, questo lo rassicurerà e frenerà la sua voglia di fuggire.
Lui decodificherà il nostro atteggiamento come un messaggio rassicurante: "non vuole farmi male..." potrebbe essere un suo pensiero.

Rassicurato il puledro, proviamo a ripetere l'azione. Sempre con calma e lentamente pur senza incertezze proviamo ancora ad avvicinare la mano, lui ci dirà quando fermarci e tornare indietro: ogni volta che percepiremo che lui ha paura ritiriamo la mano per poi riprendere l'azione in un secondo momento.

Piano piano arriveremo a toccarlo e forse a grattarlo delicatamente.

Il segreto è quello di ritirarsi sempre un attimo prima che la sua paura diventi più forte della sua curiosità!!!

Così facendo lo rassicureremo e lui non ci percepirà come una minaccia e sarà in grado di accettare livelli crescenti di contatto con la nostra mano...


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31/05/2010, 19:50
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Messaggio Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli
Con questo sistema gradualmente, in un tempo variabile da puledro a puledro, arriveremo a toccare porzioni sempre maggiori del corpo del piccolo. Il segreto è quello di non forzarlo ma di toccarlo e ritrarsi un momento prima che sia lui a farlo: quando percepiamo che il puledro stà per allontanarsi da noi, noi ci ritireremo.
Questo fatto, questo nostro allontanamento provocherà nel puledro una reazione a nostro favore. Mi spiego, noi, nel toccarlo, lo gratteremo nei punti che a lui piacciono di più (base del garrese, collo, petto...), lui avrà piacere da queste grattate ma siccome non si fida completamente di noi tenderà a sottrarsi, ma noi lo "freghiamo" ritirandoci prima che sia lui a sottrarsi!
Così facendo il puledro avrà l'interruzione di un piacere e non la fuga da un qualcosa che un pò lo spaventa.

Quindi quello che resterà nella sua testa non è: "mi sono allontanato da un pericolo..." ma è "...perché è finito un piacere?".

Questa considerazione porterà il puledro a decretare le vostre prime vittorie: quando voi vi allontanate interrompendo il suo piacere, il puledro verrà a cercarvi per avere ancora quel piacere!


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01/06/2010, 10:22
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Messaggio Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli
Proviamo ora a fare un parallelo con un cane per rendersi conto delle differenze ed evitare gli errori più comuni.

Con un cane una volta fatta amicizia è fatta! Vi farà le feste ogni volta che vi vede e gradirà molto le vostre manifestazioni di affetto.

Con un puledro non è così! Se voi sarete troppo espansivi, specie con un puledro un pò riservato e che ha richiesto un pò di tempo per farsi toccare e magari venirvi a cercare, otterrete il risultato di farlo regredire dal grado di fiducia che ha deciso di concedervi in virtù del fatto che vi ritirate prima che lui abbia paura di voi.
Un puledro non vi farà le feste come fa un cane, ne vuole che voi gli facciate le feste come fareste al vostro cane.

Come spiega molto bene il grande Monty Roberts nel suo libro "L'uomo che ascolta i cavalli", noi ed il cane siamo carnivori ed abbiamo un approccio alle relazioni similare e comunque diverso, molto diverso dagli erbivori, come il cavallo appunto.

Il cavallo cerca delle comodità e la sicurezza dai pericoli (è una preda).

La comodità gli e la diamo con le grattate, la sicurezza dai pericoli gli e la diamo allontanandoci un attimo prima che lui percepisca la paura di noi.

Così facendo, gradualmente, il puledro assocerà la nostra presenza ad una situazione di piacere/comodità ed assenza di pericolo, e noi avremo vinto!


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Messaggio Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli
Ora ci sarà più d'uno che vi dirà che tutte queste attenzioni, queste smancerie, sono superflue, che comunque il puledro "verrà".
In realtà, a parità di puledro, il vostro, se farete bene le cose raccontate sopra, "verrà prima" e sarà più socievole, e in più, mentre gli altri avranno "tenuto" i puledri, voi ne avrete "goduto", e, se il vostro cuore batte per i cavalli (come vi auguro), poterne godere è una bella cosa :D

C'è qualche precauzione da tenere in mente.

Ci sono dei puledri che, nel momento in cui la paura di starvi vicino prende il sopravvento sulla curiosità di starvi vicino, anzichè fuggire, si girano e mostrano minacciosi il posteriore: orecchie abbassate, faccette aggressive e pronti a sferrare un bel calcetto.

Non sottovalutate questa situazione!

Un "calcetto" di un puledro di pochi giorni può anche fare molto male.

Con questi soggetti è bene ritrarsi molto prima della loro soglia della paura, quando si avvicineranno la prima volta non aggrediteli con mosse brusche, ma molto dolcemente muovete la mano e ritiratela prima ancora di toccarlo, se non fugge ripetete la manovra guadagnando ogni volta qualche centimetro. Quando vi consentirà di grattarlo, grattatelo dolcemente e brevemente e ritiratevi spesso, aumentando molto gradualmente la durata della grattatta per poi ritirarvi, in modo da lasciare nella sua testa il piacere e non la paura, allora sarà lui a venirvi a cercare, anche se sarà sempre un pò sospettoso.

Quando gira il posteriore abbiate cura di non stare dietro, meglio di fianco, i cavalli normalmente non scalciano di fianco, e allontanatevi in modo che lui si rassicuri e poi riprendete l'azione. Se è particolarmente aggressivo, meglio lasciar perdere e rimandare ad un altro momento le sessioni di "avvicinamento". Gradualmente verranno anche questi amici un pò turbolenti. In questi soggetti è meglio non stimolare la tendenza a calciare, che potrebbero poi mantenere pericolosamente anche da adulti. Quando sono particolarmente aggressivi, ripeto, ignorateli e rimandate la sessione di lavoro. Se lo "convincerete" gradualmente a "venire" da voi otterrete risultati migliori che se lo "costringete" a venire da voi con metodi invasivi


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01/06/2010, 13:58
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Messaggio Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli
Allora, abbiamo visto come far "stimolare" la curiosità del puledro in modo, non solo di non farlo fuggire da noi, ma anzi di farlo avvicinare a noi alla ricerca di quel piacere procurato dalle nostre grattate.

Il tempo per arrivare al risultato varia da puledro a puledro, alcuni non avranno proprio bisogno di nessuna attenzione tanto sono franchi nell'avvicinarsi, altri invece, più timidi, richiederanno più tempo, starà a noi non spazientirci!

Raggiunto il risultato dovremo avere alcune attenzioni.

Molto spesso i puledri, mentre li grattiamo, tendono a mordicchiare. Alcuni lo fanno come scambio di cure parentali (non so se avete mai visto due cavalli mordicchiarsi reciprocamente alla base del garrese) altri, specie i maschi, lo fanno con più aggressività, quasi a voler stabilire una gerarchia nel loro branco, di cui noi ormai facciamo parte!

La cosa da fare in questi casi è, in primo luogo evitare il morsetto ;) che per quanto piccolo vi assicuro che è come un doloroso pizzicotto, se non peggio. Poi bisogna dissuadere il puledro a tenere questo comportamento.

Per dissuaderlo basterà che ogni volta che lui si gira per darci il morsetto noi gli giriamo la testa dall'altra parte con una semplice pressione delle dita o della mano sulla ganascia o nel posto più appropriato per scansare la minaccia: semplicemente appoggiamo la mano sul muso e facciamolo girare dall'altra parte. E' facile, il puledro non è ancora sufficentemente forte per opporre resistenza, quello che conta è di essere assolutamente costanti, ogni volta allo stesso modo gli giriamo la testa dall'altra parte.

Dopo un pò lui capirà, e magari andrà a mordicchiare la madre che probabilmente è nei dintorni e che ha anche un'altra soglia del dolore rispetto a noi.

La cosa da evitare assolutamente è lo scappellotto o qualsiasi altra forma di violenza sul puledro, specie quando il morsetto arrivato a segno rischierà di scatenare la nostra reazione magari violenta!
Solo sui maschietti, che sono un pò più intrapendenti, quando è sicuramente nostro (nel senso che ormai non ha più alcuna paura di noi) ci può stare un piccolo scappellotto, ma sempre senza esagerare.


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03/06/2010, 13:43
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Messaggio Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli
I puledri, come i cavalli adulti, stabiliscono delle gerarchie tra loro, ci sarà il puledro dominante ed i gregari.

Le gerarchie non sono frutto del caso ma, come per i bambini, sono il risultato dei giochi che i puledri fanno tra loro, giochi che gradualmente fanno emergere i valori in campo (attenzione, sono "valori" che hanno peso nel rapporto di branco, nulla a che vedere, o quasi, con eventuali risultati sportivi o comportamenti in passeggiata).

Può capitare che il nostro puledro, considerandoci un componente del branco, voglia misurarsi con noi per stabilire le gerarchie, voglia cioè giocare con noi.

Quello che invece noi assolutamente non dobbiamo fare è giocare con i nostri puledri!!!

Noi non saremmo in grado fisicamente di reggere i loro giochi, specie man mano che crescono, e se accettiamo di giocare otterremo un risultato sul tipo del puledro che raccontavo all'inizio (Mosè), cioè un animale viziato, aggressivo e quindi ingestibile e anche pericoloso, e molto difficile da rieducare.

E' questa la condizione in cui molto spesso proprietari inesperti presentano i loro puledri al domatore.

Come ci dobbiamo comportare?

Come abbiamo visto per i morsetti. Allontaneremo il puledro da noi, con costanza e senza violenza.

Ma sul puledro che insiste, allora si, ci sta un bello scappellotto educativo!

Lo scappellotto avrà il valore delle orecchie abbassate o dei morsetti delle madri quando i puledri diventano noisamente fastidiosi. La madre è capobranco e il capobranco non gioca con i membri sottomessi del branco (come i puledri).

Se noi vogliamo essere percepiti come "dominanti" del branco dei puledri non dovremo accettare di giocare (come non gioca la madre) ma dovremo essere seri e costanti, nel dare piacere con le grattate e nel respingere i morsetti o i giochi del puledro.

Il puledro capirà velocemente come gira il fumo, e voi otterrete un animale rispettoso e nel contempo docile e che avrà piacere a starci vicino

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03/06/2010, 14:39
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