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Aspetti gestionali, alimentazione, razze, curiosità e consigli sui Cavalli
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Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli

23/05/2011, 11:33

fabrizio6700 ha scritto:Ciao ragazzi...
Come ho già scritto in precedenza, grazie anche ai vostri consigli sono riuscito a mettere la cavezza alla puledra di un anno e a convicerla a seguirmi con la lunghina...il tutto senza usare la forza.
Resta però un problema...abbastanza fastidioso per me: premesso che trascorre la maggior parte del tempo libera nell'oliveto, ogni volta che devo prenderla inizia a correre e riesco ad avvicinarla solo con un secchio di leccornie...
E' molto diffidente e si avvicina solo dopo una decine di minuti che sto li impalato...
Non avendola mai picchiata non capisco perchè mantiene ancora questo attegiamento...forse sarà solo questione di tempo...


E' normale, sa che tu la prendi e la porti da qualche parte che a lei non piace molto. Lo fanno tutti.
Ora i Gauchos, i cavalieri argentini hanno un sistema per cui qundo vogliono prendere un cavallo tutti gli animali del pascolo si mettono in fila pronti per essere incapezzati, però non so come fanno :oops:

Comunque una cosa puoi farla anche tu:

se ogni volta che vai la prendi lei tenderà a sfuggirti. Se invece a volte vai da lei, la gratti, la spazzoli, le dai da mangiare ecc lei non assocerà la tua presenza con il fatto di essere sempre catturata.
Dovrai, specie all'inizio, perderci un po' di tempo :D

Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli

23/05/2011, 12:22

Fabrizio:
ogni volta che devo prenderla inizia a correre e riesco ad avvicinarla solo con un secchio di leccornie...


Ciao Fabrizio,
il fatto che la cavalla non sia mai stata picchiata non c'entra molto con il suo fuggire quando cerchi di prenderla. La fuga è un istinto innato soprattutto in un cavallo ancora verde.

L'escamotage del secchio di biada può anche andare bene, a patto che ogni tanto gli lasci della biada senza prenderlo, cosicchè il cavallo non faccia automaticamente il collegamento biada=cattura.

Come hai visto poi il cavallo può anche avvicinarsi da solo grazie alla sua innata cuorisità.

Un altro metodo è quello di prenderlo tramite avvicinamenti e ritirate (la ritirata va fatta appena prima si percepisca che al cavallo viene in mente di fuggire). E' probabilmente il metodo migliore, richiede un pò di tempo, ma porta a risultati duraturi. Pian piano il cavallo capisce che non c'e' nulla da temere ed accetterà la vicinanza. Se poi quando sei arrivato ad avvicinarlo e toccarlo, NON lo prendi ma te ne vai e riparti da capo vedrai che risultati.

Se gli corri dietro fuggirà per sempre. Ricordati il motto, lasciare per prendere.

rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Joh

Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli

23/05/2011, 13:29

ok, ce l'ho fatta:)
sono arrivata dal mio puledro e sono restata a camminare su e giù fuori del paddok x capire oggi come girava e lui faceva su e giù dietro a me come al solito, poi sono entrata con la longhina ina mano mentre lui si era allontanato a mangiare l'erba a una decina di metri da me.
Per qualche minuto ha fatto finta di niente poi ha deciso di giocare con me e ha cominciato a venire molto allegramente e con il solito atteggiamneto dominante verso di me, io ho fatto un passo in avanti e alzato le braccia con la longhina in mano cercando di essere aggressiva, si è fermato un secondo e poi ha ricominciato: questo per 3/4 volte. All'ennesimo tentativo ho fatto il solito gesto di alzare le braccia e nel contempo ho acceso una miccetta: il bottarello fatto lo ha fatto scapparea una ventina di metri e poi si è fermato a fissarmi e così io fissavo lui per un minuto circa, poi è andato allìestremità lontana del paddok. A quel punto mi sono avvicinata io a lui e l'ho chiamato, si è avvicinato e gli ho fatto una carezza poi l'ho rimandato via, così per un paio di volte.La mezz'ora successiva l'ho passata a convincerlo a tornare giùall'ingresso del paddok, invitandolo da dietro con la longhina ma senza toccarlo e ho fatto almeno 5 tentativi per farlo scendere xk ovviamente cercava di tornare dalla parte del paddok dove si sentiva sicuro. Alla fine è sceso giù con me che lo spingevo da dietro senza essere aggressiva e lui è sceso al passo abbastanza tranquillo, è andato a bere e poi gli ho dato subito una mela di premio nella mangiatoia x fargli capire che da me viene sempre del buono. Poi sono rientrata nel paddok, gli ho messo la cavezza e l'ho spazzolato, lui era stremato ma è stato buono come mai, l'ho carezzato per bene poi ho tolto la cavezza e sono uscita.
So che il modo non è stato ortodosso e che forse dovrò ribadire la cosa, ma so che la ia reazione lo ha disorientato e spaventato quel tanto da fargli capire che non deve più avvicinarsi a me in quel modo

Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli

23/05/2011, 17:27

Teacaiman:

La miccetta non mi sembra affatto una buona idea. Puoi alzare le mani, hai la voce, hai il movimento. Usa queste cose nella maniera giusta. Considera che in futuro dovrai probabilmente insegnare al cavallo a non temere tutta una serie di cose, tra cui anche i rumori forti. Non credo che vorresti un cavallo che salta in aria dallo spavento se sente lo sparo di un cacciatore o il clacson di un'auto. Questo è il motivo per cui usare un botto per spaventarlo è quantomeno controproducente.


Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti
ciao
Joh

Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli

24/05/2011, 9:39

Jcst ha ragione! La miccetta lasciala ai bambini che ci si divertono. Vedi il problema e' che i cavalli rispondono a delle sollecotazioni. Le sollecitazioni non sono altro che delle "pressioni" alle quali il cavallo reagisce. Le pressioni comportano. "Scomodita'" per il cavallo e lui reagisce alle pressioni cercando la "comodita'", cosi ad es se accostiamo il polpaccio al costato creiamo una scomodita' alla quale il cavallo cerchera' di sottrarsi, magari andando dalla parte opposta alla gamba, siccome questo e' quello che ci aspettiamo cessiamo la pressione con la gamba, dandogli la "comodita'" che lui cercava. In questo modo lui assocera' che se a una certa "pressione" risponde in certo modo, la pressione, cioe' la "scomodita'", cessa.
Ora tutto si gioca sulla quantita' di pressione da fare, ogni cavallo e' un individuo a se stante e la pressione necessaria non e' uguale per tutti. Se noi iniziamo con una pressione molto forte, magari su un cavallo sensibile lo spaventiamo e per riportarlo a noi sara' difficilissimo.
La miccetta e' una pressione molto, troppo forte, se non risponde a quella che pressione dovrai usare in futuro, la dinamite?
Ti consiglierrei di dare una letta alle discussioni di iondice. Possono aiutare chi si avvicina al mondo del cavallo.

Ok? Ciao e in bocca al lupo

Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli

24/05/2011, 10:11

capisco e condivido in pieno, ma come hai detto ogni cavallo è un individuo a sè ed ha una storia tutta sua che è lunga da raccontare in poche righe, ma rimane cmq il fatto che la natura e i fondamentali del comportamento sono quelli che dici.
LA decisione della miccetta, una sola e ripeto, una miccetta non un rauto o botti anche di poco più forti, è stata presa insieme con la padrona del centro per tutta una serie di ragioni e tentativi già fatti. Ed è per tutti i motivi che tu hai ricordato che poi sono stata tutto il tempo necessario per farlo riavvicinare e premiarlo con un rinforzo positivo.
Il mio puledro doveva solo capire che il mio alzare le braccia per farlo indietreggiare poteva associarsi a qualcosa di più forte per cui era meglio indietreggiare e smettere di giocare . Ed è quello che è successo, da ora in poi credo che basterà il gesto e la voce.
La storia che c'è alle spalle è di un puledro cresciuto dall'uomo, con il quale ha molte confidenza e per niente paura e contavo che questo sarebbe stato più forte dello spavento momentaneo per una miccetta, così è stato.
Non sempre nella quotidianità c'è un manuale dove trovere le risposte, ci sono volte in cui bisogna fare dei tentativi xk il manuale non basta.
Grazie però per i consigli che di base condivido

Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli

24/05/2011, 16:55

teacaiman ha scritto:capisco e condivido in pieno, ma come hai detto ogni cavallo è un individuo a sè ed ha una storia tutta sua che è lunga da raccontare in poche righe, ma rimane cmq il fatto che la natura e i fondamentali del comportamento sono quelli che dici.
LA decisione della miccetta, una sola e ripeto, una miccetta non un rauto o botti anche di poco più forti, è stata presa insieme con la padrona del centro per tutta una serie di ragioni e tentativi già fatti. Ed è per tutti i motivi che tu hai ricordato che poi sono stata tutto il tempo necessario per farlo riavvicinare e premiarlo con un rinforzo positivo.
Il mio puledro doveva solo capire che il mio alzare le braccia per farlo indietreggiare poteva associarsi a qualcosa di più forte per cui era meglio indietreggiare e smettere di giocare . Ed è quello che è successo, da ora in poi credo che basterà il gesto e la voce.
La storia che c'è alle spalle è di un puledro cresciuto dall'uomo, con il quale ha molte confidenza e per niente paura e contavo che questo sarebbe stato più forte dello spavento momentaneo per una miccetta, così è stato.
Non sempre nella quotidianità c'è un manuale dove trovere le risposte, ci sono volte in cui bisogna fare dei tentativi xk il manuale non basta.
Grazie però per i consigli che di base condivido


Ok :D

Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli

24/05/2011, 17:03

Teacaiman

LA decisione della miccetta, una sola e ripeto, una miccetta non un rauto o botti anche di poco più forti, è stata presa insieme con la padrona del centro per tutta una serie di ragioni e tentativi già fatti.


Capisco benissimo la frustrazione che certe situazioni possono portare ma è proprio quando ci si sente frustrati, spazientiti ed impotenti di fronte al comportamento di un cavallo che è il momento di lasciare perdere e prendersi più tempo per riflettere e confrontarsi con chi ha più esperienza per provare soluzioni ed approcci diversi e più efficaci.

Ripeto che l'uso della miccetta è totalmente non convenzionale, controproducente ed il fatto che hai riavvicinato il cavallo non gli ha insegnato nulla. Il collegamento logico tra te ed il frastuono non è percepibile dall' animale.

Come ha già chiarito Gianni - e mi corregga se sbaglio - quello che manca è una definizione chiara nella testa dell' animale del rapporto di dominanza tra te e lui. Al momento il dominante è lui (perchè ci prova, perchè non rispondi correttamente, perchè è maschio, perchè probabilmente troppo umanizzato durante l'allattamento e via dicendo).

Tenta di non umanizzare l'animale, il cavallo non ha sentimenti assimilabili a quelli delle persone, il cavallo non "vuole bene" nè odia. Il cavallo associa a determinati stimoli sensazioni di comodità o scomodità a cui reagisce in maniera congrua rispetto alla sua natura di equino.

Gianni correggimi se pensi non stia passando a Teacaiman ed al lettore in generale un messaggio non corretto.

Rimango a disposione per ulteriori chiarimenti

Ciao
Joh

Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli

24/05/2011, 17:42

jcst ha scritto:Teacaiman

LA decisione della miccetta, una sola e ripeto, una miccetta non un rauto o botti anche di poco più forti, è stata presa insieme con la padrona del centro per tutta una serie di ragioni e tentativi già fatti.


Capisco benissimo la frustrazione che certe situazioni possono portare ma è proprio quando ci si sente frustrati, spazientiti ed impotenti di fronte al comportamento di un cavallo che è il momento di lasciare perdere e prendersi più tempo per riflettere e confrontarsi con chi ha più esperienza per provare soluzioni ed approcci diversi e più efficaci.

Ripeto che l'uso della miccetta è totalmente non convenzionale, controproducente ed il fatto che hai riavvicinato il cavallo non gli ha insegnato nulla. Il collegamento logico tra te ed il frastuono non è percepibile dall' animale.

Come ha già chiarito Gianni - e mi corregga se sbaglio - quello che manca è una definizione chiara nella testa dell' animale del rapporto di dominanza tra te e lui. Al momento il dominante è lui (perchè ci prova, perchè non rispondi correttamente, perchè è maschio, perchè probabilmente troppo umanizzato durante l'allattamento e via dicendo).

Tenta di non umanizzare l'animale, il cavallo non ha sentimenti assimilabili a quelli delle persone, il cavallo non "vuole bene" nè odia. Il cavallo associa a determinati stimoli sensazioni di comodità o scomodità a cui reagisce in maniera congrua rispetto alla sua natura di equino.

Gianni correggimi se pensi non stia passando a Teacaiman ed al lettore in generale un messaggio non corretto.

Rimango a disposione per ulteriori chiarimenti

Ciao
Joh


In effetti condivido tutto.
Il problema è che spesso si parla di doma ed addestramento del cavallo, dimenticando una cosa fondamentale e forse più difficile, che è l'addestramento (mi si consenta il termine) dell'altra metà del binomio, il cavaliere.

A mio avviso, senza voler essere invasivo, ho l'idea che teacaiman abbia bisogno di confrontarsi con gente di cavalli (intesa non come chi frequenta i cavalli, ma come chi SA di cavalli!).

Ora in effetti il consiglio della miccietta da parte dell'istruttrice lascia un po' interdetti. Mi domando cosa accadrà quando il cavallo avrà realizzato che miccetta si deve allontanare, no miccetta il dominante è lui! Non potrai avere sempre miccette con te :D

Il tuo cavallo in effetti si comporta in modo perfettamente normale, è il tuo atteggiamento da correggere e prima di arrivare alla miccetta c'è un aumento di pressione che puoi attuare con l'atteggiamento più aggressivo, la postura, l'espressione, e perchè no lo scapaccione...

Ma a volte, per imparare, bisogna sbagliare (a me è capitato di sbagliare tanto!), per poi mettersi alla ricerca della modalità corretta, delle persone giuste ecc ecc

Ora capisco che con dei messaggi è difficile trasferire certi concetti, però se posso permettermi, co ste miccette non esagerare :oops: :D :D :D

Re: PULEDRI: dalla nascita alla doma, alcuni consigli

24/05/2011, 23:20

Come ho detto, grazie per i consigli e la miccetta è stata unica e non intendo ripetere....spero sia definitivamente chiaro. Riconosco pienamente gli sbagli fatti durante l'allattamento ( giocare con lui) ma poi sta a chi si trova nelle situazioni trovare anche una soluzione, la migliore possibile, ed è impossibile trasferire tanti particolari con poche righe in un forum.
E, se posso, non credo affatto sia stato inutile impiegare del tempo per farlo riavvicinare e premiarlo, ma cmq vi saprò dire in seguito e francamente per il bene mio e del mio cavallo spero che i fatti mi possano dar ragione
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