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Curiosità/riflessioni sull'allevamento suino industriale 
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Iscritto il: 27/01/2011, 23:09
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Località: Roma
Formazione: Perito agrario
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Buonasera: avrei alcune curiosità riguardo la suinicoltura italiana, per capirci un po di più. Approfitto, quindi, della vostra conoscenza (visto che alcuni del forum, se ho ben capito, allevano per mestiere) e pazienza :). La prima domanda riguarda l'alimentazione tipica che si somministra ai suini in finissaggio nelle grandi aziende italiane (parlo, ovviamente, di suini pesanti che, se ben ricordo, tra l'altro, rappresenta la maggior parte del patrimonio suinicolo nostrano). A livello casalingo, si sa: mais, orzo, favino, ghianda, castagna e avanzi dell'orto ma...in un allevamento intensivo atto alla produzione del suino pesante, quali sono gli standard? Ci sono delle regolamentazioni in merito, un po come con il benessere animale? Poi, vista la valutazione di mercato di suddetti suini (se ben ricordo, al momento, stiamo sull' euro e 50 al kg per quelli da 150/180 kg), levando le spese di gestione, vaccinazioni e tasse, alla fin dei conti quanto resta all'allevatore di guadagno dalla vendita di un camion di, chessò, 100 capi di quella fascia di peso (ovviamente non faccio i conti in tasca dell'allevatore, ma giusto per sapere se riesce a "sopravvivere" o è destinato a chiudere in pochi anni)? E quali sono le razze più allevate (sempre a livello intensivo), per questo scopo? Si usano incroci appositi o ormai il danese ha preso il sopravvento su tutto? A che età vengono di norma venduti ai salumifici? Poi molti parlano di antibiotici impiegati in intensivo per "prevenire" malattie, vista l'alta densità: rappresentano davvero un rischio per la salute del consumatore finale? Alcuni dicono di si, ma io ricordo che quando il maiale di mia zia si ammala e il veterinario deve fargli una terapia antibiotica, le uniche parole sue sono "state tranquilli, basta che aspettate almeno un mese per la macellazione" (ciò mi lascia supporre che, trascorso un lasso di tempo, degli antibiotici non vi è più traccia nel suino, rendendo di fatto la carne assolutamente incontaminata). Infine, passando alle carni: come si valuta la qualità? (che, ovvio, è lontana anni luce dai sistemi in semi brado e CREDO sia abbastanza distante anche da quella in box ma a livello casalingo)


13/02/2018, 16:17
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Formazione: tecnico della gestione aziendale
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Parlo da allevatore di 4 capi all'anno per uso domestico... È da appassionato al settore con lo scopo di diventare un allevatore professionale
Per quanto riguarda il benessere animale... Ce un regolamento ben preciso... Dove si applicano delle regole sia x la grandezza dei box per scofe... Suinetti... Magroni e grassi
L'applicazione di materiali di arricchimento... Ecc ecc
Per l'uso di antibiotici secondo me è sbagliato somministrare antibiotici per prevenire eventuali virus... Anche se si fanno 2 calcoli è meglio prevenire che curare
Ma in questo modo si abusa di antibiotici
È quindi con una corretta gestione aziendale si può prevenire le malattie
Questo il mio parere da quel poco che so
Aspettiamo il contributo di coloro che conoscono dal vivo la realtà


13/02/2018, 20:48
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Sez. Suini
Sez. Suini

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Formazione: De-perito agrario
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Ci sono tanti argomenti e anche tanta confusione una risposta precisa in poche parole è difficile o meglio si può fare ma occorre mettere
ordine.
L'alimentazione del suino pesante è prevalentemente costituita da mais orzo soia crusca poi a seconda delle disponibilità di mercato si aggiungono altri cereali o altre fonti proteiche, se si aderisce ad un circuito di DOP esiste un regolamento sugli alimenti e percentuali massime di utilizzo ai fini della qualità delle carni ottenute, i suini devono avere almeno 9 mesi di età al momento della macellazione, alcuni
macelli esibiscono un premio ulteriore al prezzo di listino se si portano suini ad un età superiore agli 11 mesi.
Sugli antibiotici, ti posso dire che si usano, ma non come se fosse acqua fresca, in quanto hanno un costo e non lieve, alcuni sono
veramente esosi, nessuno è disposto a svenarsi per il suo utilizzo, l'uso viene seguito su visione di un veterinario su prescrizione veterinaria e segnalata all'ASL di competenza e viene riportata sul certificato che accompagna i suini al macello, dove si dichiara il principio attivo utilizzato e i tempi di sospensione. In caso di dichiarazioni false o inesatte e se i suini sono trovati positivi al macello le multe sono molto salate, e può esserci la denuncia penale di attentato alla salute pubblica.
Con gli antibiotici non si curano i virus, sono del tutto inefficaci, per curare a volte occorre intervenire sul management, sull'alimentazione, o sulle strutture, talvolta le terapie individuali sono più efficaci delle terapie di massa, la tecnologia ci ha messo a disposizione cure alternative, o utilizzo di principi attivi per giorni limitati.
Sul benessere esiste un regolamento europeo, applicato nei vari stati aderenti, ci sono organi di controllo che svolgono la funzione di fare applicare il suddetto regolamento.
Sui costi non posso essere preciso, ognuno conosce il suo costo kilo/carne che non è uguale per tutti, dipende da diverse varianti, posso dire che sono due anni che il mercato tira e i prezzi sono buoni in confronto del passato dove c'è stata una grossa perdita di allevamenti.
Riguardo alla qualità posso dire che chi lavora bene ha le sue soddisfazioni, esempio l'azienda dove lavoro fornisce suini ad un macello
che a sua volta esporta carne ad una grossa catena di distribuzione inglese e giapponese, il MADE in ITALY ed il prestigio italiano è fatto anche di queste aziende.
Questo in poche parole, e sicuramente permangono dubbi.


13/02/2018, 23:50
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Iscritto il: 27/01/2011, 23:09
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Località: Roma
Formazione: Perito agrario
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Grazie mille: beh, per gli antibiotici mi riferivo alle infezioni batteriche...per i virus occorrono anti virali, gli antibiotici non sono di certo indicati (come, d'altronde, per noi). Da quel che dici, Marco, l'alimentazione è molto simile a quella che somministrano i miei zii ai loro suini "per casa" (a volte, integrano con ghianda, ma clamorosamente ci sono stati maiali che...rifiutavano la ghianda!!!!). Il sapore particolarmente intenso, può dipendere, a questo punto, quindi, anche dall'età dell'animale? Chessò: a parità di alimentazione, un suino di 15 mesi avrà carni dal sapore più intenso di uno di nove? Per me (generico) acquirente, invece, quali parametri devo guardare nella carne suina che compro, per avere indicazioni sulla qualità del prodotto? Attendiamo, a questo punto, anche il parere su questo "mare" di argomenti da parte di Milli (che, se ben ricordo, ha un allevamento) così avremo un quadro il più completo possibile ;). Sicuramente, ciò che mi hai detto, Marco, mi fa guardare all'intensivo con meno diffidenza (alla fine, l'alimentazione è normalissima e gli animali vengono portati al macello completamente "ripuliti" dalle tossine che possono avere nell'organismo da somministrazione di eventuali farmaci)


14/02/2018, 14:38
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Sez. Suini
Sez. Suini

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Formazione: De-perito agrario
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La ghianda se è ancora ricca di tannino è meno appetibile, inoltre ad esempio se disponiamo di ghiande di farnia sono meno appetibili di quelle di rovere o leccio.
La valutazione qualitativa delle carni sono. il colore, la succosità, tenerezza, poi odore e sapore.
Subito valuti il colore, la marmorizzazione, cioè il tessuto adiposo, localizzato ai fasci muscolari, il grasso non deve essere eccessivo di colore
bianco, non giallognolo sintomo di bassa qualità, ecc... ecc...
La carne italiana è veramente tra le migliori e sicure, poi che posso dirti, "le pecore nere" esistono in tutti i mestieri, io finora ho conosciuto allevatori responsabili, e eticamente onesti, gli allevamenti che ho visitato in tanti anni, di atteggiamenti non idonei verso il consumatore, o verso gli animali, ne ho visti ben pochi, a volte dettati più dalla non conoscenza che dalla volontà di fare cose contrarie.
Nei macelli i controlli vengono fatti, vengono inviati campioni di organi "di filtro" per capirci come reni e fegato alla ricerca di sostanze indesiderate, c'è un uso consapevole del farmaco, le cure preventive come hai scritto tu, uso di antibiotici a basso dosaggio per diverso tempo sono proibite oramai da tanti anni, dopo le recenti polemiche sull'antibiotico resistenza i controlli si sono intensificati, sono state vietate anche altre sostanze che interferiscono con gli antibiotici, nell'allevamento dove lavoro in un solo anno abbiamo avuto la visita di due volte la ASL locale per il controllo e la detenzione del farmaco, inoltre la visita dei NAS e anche del NOE, tutte con esito positivo.


14/02/2018, 20:27
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Video su allevamenti industriali girato in Emilia Romagna :

https://suinicoltura.edagricole.it/docu ... rda-video/

Questo è stato girato nella mia provincia, e ci sono immagini dell'allevamento dove lavoro :

https://www.youtube.com/watch?v=4ZHKFpZ ... e=youtu.be


14/02/2018, 21:30
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