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CCPB - Certificazione Biologica 
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Anche CCPB ha partecipato al dibattito organizzato dal webmagazine di informazione ambientale www.greenews.info che ha pubblicato una serie di articoli con importanti interventi e opinioni che cercano di rispondere all'interrogativo: le parole libero, vero, sostenibile, sono usate in buona fede o sono un'operazione di marketing per le aziende dell'agroalimentare?
L'intervista a Fabrizio Piva potete leggerla qui www.greenews.info/prodotti/piva-ccpb-ri ... o-20121126
Su Greenews.info trovate anche il primo articolo “Vini e cibi liberi. Dalla semantica e dalle certificazioni”, l’intervista del presidente di Slow Food Italia, Roberto Burdese e la replica di Federbio.

Come organismo di certificazione siamo lieti di intervere alla discussione di Greenews partendo dal biologico, la nostra maggiore, ma non sola specialità. Come dice Fabrizio Piva, amministratore delegato di CCPB, “il biologico è un patrimonio di tutti, in particolare di tutti coloro che attraverso regole e disciplinari di produzione trasparenti e condivisi, vogliono coniugare sostenibilità e produttività, che non è affatto una brutta parola".


Allegati:
2012 CCPB dibattito biologico su Greenews.pdf [301.13 KiB]
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27/11/2012, 15:59
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CCPB srl è un organismo di controllo e certificazione che deriva la propria attività ed esperienza dal Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici Soc. Coop. fondato nel 1988.
http://www.ccpb.it/

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27/11/2012, 16:00
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Rinnovato l'accordo per il pane
Qualità Controllata Emilia
Romagna, certificato CCPB
Dopo il pane arrivano gli altri prodotti da forno come grissini, tigelle e crescentine. Nato
nel 2010 il pane fresco a Qualità Controllata allarga i prodotti previsti da un accordo
rinnovato la settimana scorsa a Bologna per il triennio 2012-2014 tra la Regione Emilia
Romagna e tutti gli operatori della filiera: produttori cerealicoli, imprese molitorie,
panificatori, CNA e Confartigianato. Tutti riuniti nell'intesa che ha portato al marchio QC,
riconosciuto dall’Unione Europea, che identifica quindi “i prodotti realizzati utilizzando
tecniche di produzione integrata, rispettose della salute dell’uomo e dell’ambiente”. Un
pane e i prodotti attorno sono “buoni, sani, naturali e a km zero” e vengono controllati, tra
gli altri, anche da CCPB srl.
Come organismo di certificazione il ruolo di CCPB è verificare che il disciplinare di
produzione richiamato nell'accordo sia rispettato e cioè che vengano utilizzate
esclusivamente tecniche artigianali e materie prime di assoluta qualità. Andando nello
specifico ciò significa: “farine emiliano-romagnole poco raffinate per garantire un adeguato
apporto di fibre, proteine, vitamine; sale iodato (ma in una percentuale ridotta del 50%, in
linea con le raccomandazioni del Ministero della Salute); olio extravergine d’oliva; nessun
ricorso a congelamento o surgelazione; totale assenza di additivi e di agenti chimici per la
lievitazione che è esclusivamente a base di lievito madre, bighe e pasta di riposto”.
Il risultato ottenuto è un ottimo esempio di come sia possibile raggiungere un gustoso
prodotto anche rispettoso dell’ambiente e della salute, grazie alle tecniche della
produzione integrata: riduzione al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi (prodotti
fitosanitari e fertilizzanti), consumo di acqua e energia.
E noi di CCPB siamo orgogliosi di collaborare.

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12/12/2012, 15:23
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CCPB e Consorzio il Biologico a Marca 2013
Marca è il primo appuntamento fieristico per la stagione 2013 per CCPB e Consorzio Il
Biologico. La fiera dedicata alla Marca Commerciale nella distribuzione moderna apre a
Bologna il 16 e 17 gennaio.
Dal nostro punto di vista il biologico fa del marchio registrato la sua forza. Come
ricorda Fabrizio Piva, amministratore delegato di CCPB, “il biologico è ormai da
parecchi anni un prodotto di marca che a pieno titolo fa parte integrante delle
tematiche e dell'offerta di questa fiera”. La certificazione garantisce inoltre un prodotto
sano, rispetto dell'ambiente e della salute del consumatore. La presenza al Marca fa sì
che CCPB e Consorzio Il Biologico, con una selezione di prodotti delle aziende
associate, possano lavorare insieme alle eccellenze del mondo della marca
commerciale. Il nostro stand sarà presso il padiglione 25, postazione C29.
Con grande interesse ci apprestiamo a partecipare incontrando imprese e operatori del
settore italiani ed esteri, e seguendo seminari e convegni come quello di apertura "Il
contributo della marca del distributore al sistema produttivo italiano", nel quale si
vedrà come al trend positivo, più 18%, della quota di mercato della marca del
distributore registrato nel 2012, contribuiscano anche il biologico e gli altri prodotti
certificati. Il che, oltre a rappresentare un successo economico importante anche in
ottica nazionale e internazionale, segnala come “il biologico abbia contribuito a
innovare il prodotto di marca inserendo l'ambiente e la sostenibilità fra i tempi più
importanti che oggi la marca è in grado di veicolare”. Proprio per questo, sottolinea
ancora Piva, CCPB oltre alla certificazione del biologico ha definito “Impatto
ambientale verificato”, uno specifico schema di certificazione della sostenibilità e della
sua comunicazione sia al mercato che al consumatore finale.

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11/01/2013, 18:03
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Il biologico ha un futuro sostenibile. Con questa conferma CCPB e Consorzio Il Biologico chiudono l'edizione 2013 di BioFach – Vivaness, la grande fiera mondiale sul biologico. Due sono i segnali positivi, uno italiano e uno estero. Proprio alla fiera di Norimberga Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), ha annunciato un 7,3% di crescita per i consumi bio italiani, che segue il più 9% messo a segno nel 2011. Secondo i dati Ifoam (International federation of organic agricolture movements), per la prima volta il fatturato mondiale del biologico ha superato quota 60 miliardi di dollari, con 1,8 milioni di produttori in 162 paesi per 37 milioni di ettari coltivati. “Sono numeri” dice Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB, “che mostrano ancora come il biologico sia una strada per lo sviluppo economico, e che il mangiare bene e sano, il rispetto per l'ambiente sono sempre più nelle preferenze e nei valori in Italia e in tutto il mondo”.

"Se la domanda mondiale di biologico sale”, continua Piva “anche l'offerta deve tenere il passo in efficienza e modernità. Su questa linea si muove l'accordo firmato da Federbio con la software house austriaca Intact per la costituzione di un sistema informatico di tracciabilità”. Nei prossimi mesi sarà inaugurata una piattaforma online di tutta la filiera di produzione bio, dalla coltivazione alla commercializzazione. Un sistema che arriverà a controllare quindi tutta la superficie produttiva, si comincerà con cereali e mangimi, e dove la trasparenza garantisce operatori e soprattutto i consumatori, tenendo lontane truffe e alterazioni su quantità e provenienza delle merci. All'accordo hanno già aderito le aziende più importanti e saranno coinvolti tutti gli enti di certificazione di Federbio, in primis CCPB, tanto che la firma è stata siglata al nostro stand a BioFach.


Allegati:
2013 CCPB Biofach i dati della crescita del bio.pdf [329.76 KiB]
Scaricato 98 volte

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18/02/2013, 15:54
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CCPB e Consorzio il Biologico saranno a Cosmoprof, la fiera internazionale per gli operatori professionali del settore bellezza. Dall’8 all’11 marzo a Bologna Fiere, saranno presenti con uno stand istituzionale dove esporranno una rassegna di cosmetici biologici e naturali di 14 aziende associate.

Così come accade nell’agroalimentare, anche nel settore della cosmesi gli ultimi hanno registrato una grande richiesta e apprezzamento verso prodotti biologici e naturali, che si è tradotta in aumenti di vendite e nuovi prodotti. Tuttavia per la cosmesi non esiste ancora un regolamento europeo che normi produzione e commercializzazione. Diventa allora importante un’armonizzazione a livello internazionale. Per questo CCPB ha lavorato per essere il primo organismo di certificazione italiano accettato da Natrue, il più diffuso standard internazionale sui cosmetici bio, da poche settimane accreditato IOAS (International Organic Accreditation Service), e per elaborare due schemi certificativi privati sui cosmetici biologici e naturali.

Come ricorda Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB: “siamo convinti che solo con la definizione di regole comunitarie si può raggiungere uno sviluppo ancora maggiore del settore. E soprattutto assicurare la qualità dei prodotti offerti ai consumatori, spesso confusi dal marketing di prodotti verdi a tutti costi”.

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07/03/2013, 16:55
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CCPB partecipa a Future IPM, il meeting "Pesticide Use and Risk Reduction for future IPM in Europe” in corso a Riva del Garda dal 19 al 21 marzo. Un appuntamento fondamentale per fare ricerca e studiare le applicazioni agricole della direttiva europea 128/2009 sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

Il futuro sostenibile dell'agricoltura è il nostro mestiere, come si vede dai molteplici servizi offerti in questo settore: siamo accreditati a certificare la Produzione Integrata (IPM) e il monitoraggio e la riduzione degli impatti ambientali con metodologia Life Cycle Assessment (LCA). Non possiamo mancare alla discussione.
All'interno della sessione "Modelling, design approaches and indicators" Giuseppe Garcea, Area ambiente CCPB, propone la relazione "The sustainability certification in support of integrated pest management".

La produzione integrata può aiutare l'agricoltura a monitorare e ridurre l'impatto ambientale della produzione. Ma come è possibile misurare questo impatto? Life Cycle Assessment (LCA)
è un metodo di valutazione e quantificazione dei livelli di energia e dei potenziali impatti ambientali legati ad un prodotto lungo tutta la sua filiera.

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19/03/2013, 17:31
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CCPB e Consorzio Il Biologico saranno a Vinitaly dall'8 al 10 aprile a Verona. Due stand con le aziende associate nel padiglione 11 B2 e nello spazio di Sol & Agrifood, la rassegna dell'agroalimentare di qualità, pad. C stand 100. Una fiera internazionale che serve da bilancio per il primo anno di entrata in vigore dell'atteso Reg CE 203/2012 sul vino biologico europeo.

"Finalmente possiamo definire e quindi certificare cosa è un vino biologico, cosa contiene e qual è il suo impatto sull'ambiente e sull'ecosistema" spiega Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB. "Come è avvenuto con tutto il settore agroalimentare, anche il vino bio, grazie alla certificazione può puntare a grandi traguardi internazionali. In questo quasi primo anno i segnali di interesse di aziende produttrici e dei consumatori ci sono tutti".
"Il biologico" ricorda Lino Nori presidente di Consorzio il Biologico "è il metodo produttivo che più di altri ha cercato di coniugare sostenibilità e biodiversità attraverso la riduzione degli input, la salvaguardia delle risorse naturali e il contenimento degli effetti del cambiamento climatico".

Per rafforzare il legame tra biologico e ambiente, CCPB e Certiquality all'interno di vinitaly presentano un convegno sulla filiera vitivinicola. Martedì 9 aprile, ore 10, nella Sala Respighi, primo piano del Palaexpo di Verona Fiere. Tema centrale come il metodo biologico, la sostenibilità ambientale e la responsabilità sociale concorrono e lavorano insieme nella produzione del vino.


Allegati:
2013 CCPB Consorzio il Biologico Vinitaly.pdf [320.6 KiB]
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03/04/2013, 14:24
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Gli italiani apprezzano sempre di più il vino biologico. “La prova della bontà del lavoro fin qui svolto” dice Fabrizio Piva, amministratore delegato CCPB, “sono i dati pubblicati da Cia-Confederazione italiana agricoltori, secondo cui il 19% delle famiglie italiane ha acquistato vino bio".

In chiusura di Vinitaly, dove CCPB e Consorzio Il Biologico sono stati presenti con due stand e trenta aziende associate, si raccolgono i primi frutti dopo il primo anno di entrata in vigore dell'atteso Reg CE 203/2012 sul vino biologico europeo. Secondo i dati del Ministero dell'Agricoltura, in Italia abbiamo 53mila ettari interessati da viti biologiche, pari all'8% dell'intera superficie viticola nazionale. “Facendo una stima sulla base della produttività media” aggiunge Piva “possiamo calcolare che ogni anno si producono tra i due e tre milioni di ettolitri di vino biologico”.

“Questo è un punto di partenza, il vino biologico può e deve crescere ancora” commenta Lino Nori presidente di Consorzio il Biologico, “il futuro è la sostenibilità, economica, sociale e ambientale, finora il bio è il metodo agricolo più sostenibile”.

Di questo abbiamo parlato durante il convegno “La filiera vitivinicola fra biologico, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale”. Davanti a una platea di 150 persone, a ulteriore dimostrazione dell'interesse sull'argomento, accompagnati da illustri esperti del settore abbiamo ragionato su come “la certificazione può contribuire a comunicare la trasparenza dei metodi di produzione e l’impegno del sistema produttivo a ridurre i fattori inquinanti nel rispetto dei protocolli internazionali e delle decisioni assunte in sede comunitaria”. È quello che facciamo tutti i giorni con la certificazione sul biologico e sugli Impatti ambientali verificati.

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10/04/2013, 17:55
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CCPB “La crescita del biologico è ormai una delle certezze dell'economia italiana”
"La crescita del biologico è ormai una delle certezze dell'economia italiana, non solo del settore
agroalimentare" così Fabrizio Piva, amministratore delegato di CCPB commenta i dati anticipati da
Sinab sul bio italiano, che saranno po presentati a settembre al SANA di Bologna.
"È importante notare come l'apprezzamento dei consumatori, ancora più 8,8% di prodotti bio
venduti nei circuiti della grande distribuzione (dati Ismea-Eurisko primo trimestre 2013), è
accompagnato dall'aumento del numero degli operatori del 3% e del 6,8% dell’estemsione della
superficie aricola utilizzata (SAU)", ciò significa "che il bio piace tanto agli agricoltori, che lo
considerano quindi un’opportunità, quanto agli italiani in generale".
Il biologico infatti continua a crescere “nonostante le difficoltà economiche ed una politica che
certo non l'ha aiutato in questi ultiimi anni: tutto merito della caparbietà di operatori e
consumatori”.
Dati che indicano un incremento del 4,7% a carico dei produttori agricoli ed una diminuzione del
7% relativamente alla categoria dei preparatori. Accanto a segnali incoraggianti permane la
sostanziale stabilità della superficie investita a biologico negli ultimi 12 anni ed un 50% della
superficie destinata a colture estensive quali foraggere, pascoli e terreni a riposo che legano
ancora strettamente lo sviluppo della superficie bio alla disponibilità degli incentivi elargiti
nell'ambito della misura agroambientale dei Piani di Sviluppo Rurale.
“Se l'Italia vuole mantenere la leadership” conclude Piva, “deve impostare una politica a favore
del biologico così come in altri Paesi è accaduto in questi mesi: valga per tutti l'esempio della
Francia e della Germania.

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08/07/2013, 20:32
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